Hai una storia da tempo e non provi più attrazione per il tuo partner? La scienza spiega il desiderio responsivo

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Hai una storia da tempo e non provi più attrazione per il tuo partner? La scienza spiega il desiderio responsivo

| 28/09/2026
Fonte: Pexels

Dalla scintilla iniziale alla sicurezza emotiva: perché il calo della passione nei legami duraturi è del tutto normale

  • Nelle relazioni di lunga durata la perdita della scintilla iniziale non indica necessariamente la fine dell’amore ma un’evoluzione della passione
  • La psicoterapeuta Sheila Robinson-Kiss spiega su Psychology Today che la sicurezza emotiva e la fiducia sostituiscono l’attrazione puramente fisica
  • Gli esperti distinguono il desiderio spontaneo delle prime fasi dal desiderio responsivo che si attiva durante l’intimità
  • Il caso clinico di Max dimostra come la familiarità di un matrimonio lungo possa riavvicinare i partner cambiando l’interpretazione del desiderio
  • Il problema principale nelle coppie storiche risiede spesso nell’errata convinzione che l’assenza di trasporto improvviso equivalga alla fine del sentimento

 

Capita a tantissime persone di svegliarsi un mattino, guardare il proprio compagno di vita intento a fare colazione e avvertire un’improvvisa assenza di quel trasporto travolgente dei primi mesi. La reazione istintiva è solitamente quella di andare in panico e ipotizzare la fine imminente della storia. Tuttavia, come riportato da un approfondimento di Vice dedicato all’argomento, gli esperti di psicologia invitano a non fare drammi affrettati. La psicoterapeuta Sheila Robinson-Kiss, in un intervento apparso sulla rivista Psychology Today, chiarisce che la sparizione della passione bruciante non coincide con la fine del sentimento, ma segna semplicemente il passaggio verso una nuova fase.

Nelle storie che resistono al passare del tempo, infatti, la componente estetica o puramente istintiva tende a cedere il passo a pilastri differenti, quali la sicurezza emotiva, l’ammirazione reciproca, la fiducia e la storia condivisa. La scienza suddivide la sfera dell’attrazione in due categorie ben distinte: da un lato figura il desiderio spontaneo, ovvero quel fulmine a ciel sereno tipico delle prime settimane di conoscenza che nasce senza alcun bisogno di incentivi esterni. Dall’altro troviamo il desiderio responsivo, una modalità che si accende in maniera graduale attraverso un contatto fisico, una carezza o un momento di vicinanza condiviso con calma.

Il caso di Max e il ruolo della familiarità di coppia

La seconda forma di attrazione rappresenta la normalità assoluta per le coppie collaudate da diversi anni di convivenza. Il vero ostacolo consiste spesso nell’ostinazione con cui si cercano le medesime scariche di adrenalina provate all’inizio del rapporto. Per illustrare questa dinamica, Sheila Robinson-Kiss cita la vicenda di Max, un uomo sposato da undici anni finito in terapia perché convinto di non desiderare più la moglie. Il lavoro svolto insieme alla terapeuta ha permesso al paziente di comprendere che la familiarità di coppia non era un elemento distruttivo, ma la chiave per costruire una nuova forma di intesa, dimostrando che il limite era rappresentato soltanto dalle sue rigide aspettative mentali.

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Riconoscere la differenza tra i due meccanismi psicologici evita di scambiare un normale assestamento biologico per un fallimento sentimentale. L’intimità nelle storie mature non scompare, ma richiede semplicemente contesti differenti per potersi manifestare in modo appagante. Smettere di pretendere che la passione si accenda come un interruttore ad ogni sguardo aiuta a vivere la vita di coppia con maggiore serenità, trasformando la routine quotidiana in un terreno fertile per riscoprire il piacere di stare insieme senza inutili ansie da prestazione.

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