Questa pellicola è stata incoronata il miglior film della storia da 480 registi

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Questa pellicola è stata incoronata il miglior film della storia da 480 registi

| 01/10/2026
Fonte: Pexels

Il capolavoro fantascientifico di Stanley Kubrick trionfa nel prestigioso sondaggio internazionale promosso dalla rivista Sight and Sound

  • Oltre 480 registi internazionali di fama mondiale hanno partecipato al prestigioso sondaggio decennale di Sight and Sound per eleggere il film definitivo della storia
  • Il kolossal fantascientifico di Stanley Kubrick ha conquistato il primo posto assoluto grazie alla sua immensità visiva, tecnica, narrativa e filosofica
  • Il podio dei maestri vede al secondo posto l’opera d’esordio di Orson Welles e al terzo il capolavoro minimalista e poetico di Yasujirō Ozu
  • La classifica dimostra come i grandi autori prediligano opere capaci di ridefinire radicalmente il linguaggio visivo e la grammatica della settima arte
  • Registi contemporanei del calibro di Christopher Nolan e Denis Villeneuve considerano l’immaginario kubrickiano il punto di riferimento aureo della regia

 

Quando a giudicare la storia del cinema non sono i critici o il pubblico ma chi la macchina da presa la manovra ogni giorno, il verdetto assume un sapore decisamente diverso e prestigioso. Nel celebre sondaggio decennale promosso dalla rivista Sight and Sound del British Film Institute, una giuria d’eccezione composta da ben 480 registi di fama globale – tra cui leggende del calibro di Martin Scorsese, Quentin Tarantino, Bong Joon-ho, Guillermo del Toro e Barry Jenkins – è stata chiamata a votare le opere fondamentali della settima arte. La speciale graduatoria riservata agli autori ha stabilito con chiarezza quale pellicola abbia ridefinito per sempre il linguaggio visivo, tecnico e filosofico della cinematografia mondiale, superando ogni altro classico della storia.

Il vertice di questa classifica dei record è stato conquistato da 2001: Odissea nello spazio del maestro Stanley Kubrick, un kolossal uscito nelle sale oltre mezzo secolo fa che continua a rappresentare il punto di riferimento insuperato per la fantascienza e per il cinema intero. I registi che lo hanno votato hanno premiato l’uso rivoluzionario degli effetti speciali, la gestione ipnotica dei tempi narrativi, la magnificenza della fotografia a grande formato e un comparto sonoro che sposa le composizioni classiche di Richard e Johann Strauss al silenzio abissale del cosmo. Kubrick è riuscito a trasformare la pellicola in un’esperienza visiva e sensoriale pura, affrontando temi universali come l’origine della civiltà, l’evoluzione tecnologica e le insidie dell’intelligenza artificiale rappresentata dal computer HAL 9000, riducendo al minimo i dialoghi per affidarsi unicamente al potere evocativo dell’immagine.

Il podio dei giganti tra Orson Welles, Yasujirō Ozu e i modelli dei registi odierni

Alle spalle di questo monumento fantascientifico si piazzano altri intoccabili pilastri della storia cinematografica mondiale, votati dai cineasti proprio per la loro dirompente forza innovativa. Il secondo gradino del podio spetta a Quarto potere del 1941 di Orson Welles, considerato l’opera da cui è nata la grammatica del cinema moderno grazie alla virtuosistica profondità di campo, alla struttura narrativa non lineare e al magistrale uso delle luci di derivazione espressionista. La terza posizione vede invece la delicata poesia di Viaggio a Tokyo del 1953 del regista giapponese Yasujirō Ozu, venerato in tutto il mondo per la sua sobria rigorosità formale, le inquadrature fisse ad altezza di tatami e la struggente meditazione sul trascorrere del tempo e sulla fragilità dei rapporti familiari.

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La classifica dei registi prosegue poi con il quarto posto occupato dal dirompente Jeanne Dielman di Chantal Akerman e con la quinta posizione assegnata al capolavoro del cinema gangster Il Padrino di Francis Ford Coppola. Questo verdetto corale dimostra come i grandi autori prediligano opere capaci di lasciare un segno indelebile nel tempo. Non a caso, registi contemporanei di primissima grandezza come Christopher Nolan e Denis Villeneuve hanno più volte dichiarato di considerare l’opera di Stanley Kubrick il proprio modello di riferimento primario, rimarcando come la precisione maniacale e il controllo formale del regista britannico rappresentino ancora oggi lo standard aureo insuperato della regia cinematografica internazionale.

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