Hai l’anulare più lungo dell’indice? Potresti avere una marcia in più nella corsa di resistenza

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Hai l’anulare più lungo dell’indice? Potresti avere una marcia in più nella corsa di resistenza

| 25/09/2026
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Il rapporto tra anulare e indice è stato confrontato con i risultati di oltre 5.000 persone

  • La ricerca ha riunito 22 studi su 5.293 persone di 12 Paesi
  • Un anulare relativamente più lungo dell’indice era associato a risultati migliori nelle prove di resistenza
  • Il legame con la prestazione era debole; quello con la soglia ventilatoria più forte
  • Non è emersa un’associazione significativa con il consumo massimo di ossigeno
  • La lunghezza delle dita non permette di prevedere quanto correrà una singola persona

 

Guardare la mano prima di iscriversi a una maratona è un’idea comoda: costa meno delle scarpe e richiede meno fatica degli allenamenti. Una metanalisi pubblicata sull’American Journal of Human Biology ha trovato un’associazione tra la lunghezza relativa delle dita e alcune prove di resistenza. La mano, però, non può dirci chi arriverà al traguardo.

I ricercatori della University of South Australia e della University of North Dakota hanno riunito i dati di 22 studi, con 5.293 partecipanti di 12 Paesi. Hanno confrontato il rapporto 2D:4D – la lunghezza dell’indice divisa per quella dell’anulare – con misure oggettive della forma cardiorespiratoria. Un rapporto più basso significa, in genere, che l’anulare è relativamente più lungo dell’indice.

Che cosa hanno trovato nelle prove di resistenza

Nell’analisi, un rapporto 2D:4D più basso era associato a risultati migliori nelle prove aerobiche di lunga durata, tra cui corsa e canottaggio. Il legame con la prestazione era debole. Era più marcata l’associazione con la soglia ventilatoria: l’intensità oltre la quale la respirazione aumenta rapidamente e sostenere lo sforzo diventa più difficile. Non è la stessa cosa che dimostrare che una persona con l’anulare lungo sia naturalmente una buona maratoneta.

Per altre due misure, i ricercatori non hanno trovato un’associazione statisticamente significativa: il consumo massimo di ossigeno, spesso indicato come VO₂max, e l’efficienza meccanica del movimento. Se bastasse una fotografia delle mani a raccontare tutta la forma fisica, questi risultati sarebbero difficili da spiegare.

Gli ormoni prima della nascita sono una possibile spiegazione

Il rapporto tra indice e anulare viene studiato come possibile indicatore dell’esposizione agli ormoni durante la gravidanza, in particolare al testosterone. Gli autori ipotizzano che questa esposizione possa contribuire allo sviluppo di caratteristiche utili nello sforzo fisico. È una spiegazione possibile, non una causa dimostrata dalla metanalisi: gli studi raccolti osservano associazioni tra persone in un dato momento e l’uso delle dita come indicatore ormonale è a sua volta discusso nella letteratura scientifica.

Gli autori considerano anche altre ipotesi, come la tolleranza alla fatica o la motivazione durante prove svolte in gruppo. Sono piste da verificare, non qualità che si possano leggere sull’anulare di qualcuno.

I partecipanti provenivano spesso da gruppi specifici, fra cui studenti e atleti. Per questo gli stessi ricercatori chiedono studi su campioni più rappresentativi. Si può dare un’occhiata alla propria mano per curiosità; per sapere come si va nella corsa, per ora, resta più informativo correre.

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