Donna arrestata per aver fatto 2.000 ordini online falsi di manga per calmare l’ansia

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Donna arrestata per aver fatto 2.000 ordini online falsi di manga per calmare l’ansia

| 13/10/2026
Fonte: Pexels

Una donna di 32 anni ha piazzato migliaia di acquisti fantasma su Shueisha sfruttando i pagamenti in sospeso per placare l’ansia quotidiana

  • Mayu Yoshida è stata arrestata in Giappone dopo un’indagine durata un anno per aver effettuato oltre 2.000 ordini falsi sul negozio online di manga Shueisha Inc
  • La donna ha utilizzato 238 account differenti per ordinare merci per un valore complessivo di circa 4,3 miliardi di yen senza pagare nulla
  • Per compiere la frode ha sfruttato il sistema di prepagamento nei minimarket giapponesi e il pagamento alla consegna rifiutando sistematicamente i pacchi
  • Le azioni sconsiderate hanno causato all’editore una perdita netta di circa 7,5 milioni di yen in spese logistiche e articoli bloccati come esauriti
  • Interrogata dalla polizia, la trentaduenne ha confessato candidamente che il suo folle gesto era soltanto una terapia antistress per affrontare la vita quotidiana

 

Nell’interminabile manuale dei metodi alternativi per gestire l’ansia da lavoro quotidiano, l’idea venuta in mente a una cittadina giapponese di 32 anni residente a Osaka merita sicuramente un capitolo a parte. Mayu Yoshida, dipendente nel settore della ristorazione, è finita in manette al termine di una complessa indagine durata un intero anno, accusata di aver letteralmente interrotto le attività commerciali della celebre casa editrice Shueisha Inc.

Tra il 2024 e il 2025, la donna ha ben pensato di utilizzare 238 account diversi per piazzare la bellezza di oltre 2.000 ordini online sul negozio ufficiale di manga. Il valore complessivo della merce bloccata nei carrelli virtuali ha sfiorato la stratosferica cifra di 4,3 miliardi di yen, pari a circa 27 milioni di dollari, trasformando lo shopping compulsivo in una vera e propria arma di logoramento logistico.

Lo stratagemma dei minimarket e la bizzarra giustificazione della donna

Per portare a termine il suo piano senza sborsare un solo centesimo, la trentaduenne ha sfruttato abilmente il sistema nipponico di prepagamento nei negozi di alimentari, che permette di ordinare la merce online per poi saldare il conto in un minimarket locale. Scegliendo di non completare mai il pagamento o di optare per la formula alla consegna per poi rifiutare i pacchi all’arrivo, la merce veniva regolarmente cancellata in automatico dopo un periodo di attesa, lasciando però invenduti e bloccati migliaia di volumi preziosi.

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Le azioni sconsiderate della donna hanno provocato all’editore una perdita netta di circa 7,5 milioni di yen in sole commissioni logistiche, senza contare i mancati guadagni dovuti ai prodotti falsamente indicati come esauriti sul sito. Messa di fronte alle prove dagli investigatori, Yoshida ha candidamente ammesso le proprie responsabilità giustificandosi dicendo che ordinare articoli prima che finissero le dava una sensazione di soddisfazione e ristoro per combattere lo stress, concludendo di non provare alcun risentimento verso l’azienda.

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