Tra tarocchi, sensitivi e incantesimi comprati online, il 64% della Gen Z intervistata dice di aver cercato aiuto nell’occulto amoroso
- Un sondaggio online ha coinvolto 1.013 adulti statunitensi nell’agosto 2026
- Il 64% dei rispondenti Gen Z dichiara di aver provato almeno una pratica spirituale, psichica o di manifestazione per l’amore
- Il 19% della Gen Z intervistata afferma di aver pagato per un incantesimo o un rituale amoroso
- Il 46% risponde che il metodo scelto ha funzionato almeno “un po’”, ma si tratta esclusivamente di percezioni personali
- La terapia resta la fonte di consigli sentimentali più fidata dalla Gen Z, scelta dal 38%
Il dating del 2026 ha evidentemente superato la fase “scarico un’app e vediamo che succede”. Adesso, quando Cupido continua a lasciare il visualizzato, c’è anche chi passa direttamente al reparto esoterico: tarocchi, sensitivi, astrologia, cristalli, manifestazione e perfino incantesimi amorosi comprati online.
A fotografare questa curiosa escalation è un sondaggio commissionato da DatingNews e realizzato online da Cherry Data Signals su 1.013 adulti statunitensi. Nel campione, il 64% dei rispondenti appartenenti alla Gen Z dichiara di aver utilizzato almeno una pratica spirituale, psichica o legata alla cosiddetta manifestation con l’obiettivo di migliorare la propria vita sentimentale. Tra i millennials la quota scende al 51%, tra la Gen X al 25% e tra i baby boomer al 12%.
È un sondaggio commerciale, non uno studio scientifico sottoposto a revisione tra pari, e racconta ciò che le persone dicono di aver fatto e di credere abbia funzionato. Quindi nessuno ha dimostrato che Mercurio retrogrado possa riportare l’ex a casa. Per il momento può continuare serenamente a occuparsi dell’orbita.
Dal 64% che ha provato almeno una pratica al 19% che ha pagato un rituale
Dentro quel 64% ci sono pratiche molto diverse. Il 29% della Gen Z intervistata dice di aver provato la manifestazione o lo scripting, cioè visualizzare, scrivere o ripetere il risultato sentimentale desiderato. Il 25% si è rivolto a un sensitivo, il 17% a un lettore di tarocchi, il 16% ha consultato astrologia o carte di compatibilità e l’8% ha utilizzato cristalli o altri strumenti spirituali.
Poi arriva il dato che rende la faccenda un po’ meno da oroscopo letto in pausa pranzo: il 19% dei Gen Z intervistati dichiara di aver pagato per un incantesimo o un rituale d’amore, anche attraverso piattaforme come Etsy o TikTok. Tra i millennials lo ha fatto il 16%, contro il 6% della Gen X e il 2% dei baby boomer. Considerando tutte le generazioni, la quota è del 10%.
Anche le motivazioni cambiano con l’età. Il 34% della Gen Z cita la curiosità, mentre appena il 15% dice di aver provato queste pratiche principalmente per divertimento. Il 22% voleva migliorare una relazione e il 13% sperava di riconquistare un ex, percentuale più alta rispetto alle altre generazioni. Tra i millennials, invece, il 16% puntava soprattutto ad attirare qualcuno di nuovo. Insomma, non sempre si tratta di accendere una candela profumata e ridere con gli amici: per una parte degli intervistati l’intenzione era decisamente concreta.
E hanno funzionato? Qui bisogna tenere il sale grosso lontano dalla porta e prendere, invece, un bel pizzico di cautela. Nella tabella pubblicata da DatingNews, tra la Gen Z il 17% risponde “sì” e il 29% “più o meno”: 46% complessivo. Il 20% sostiene che sia ancora troppo presto per dirlo e il 35% risponde di no. Sono valutazioni soggettive: il sondaggio non verifica se una nuova relazione, una riconciliazione o un miglioramento di coppia siano avvenuti grazie al rituale oppure, più banalmente, perché le persone continuano ad avere una vita anche dopo aver comprato un incantesimo su Internet.
C’è persino una piccola incongruenza nel report: il testo attribuisce ai millennials un 44% di risposte positive o parzialmente positive, mentre la tabella riporta il 23% di “sì” e il 25% di “più o meno”, cioè 48%. Meglio quindi attenersi ai dati disaggregati e lasciare i miracoli all’argomento dell’indagine.
La metodologia pubblicata specifica che il campione comprendeva persone di diverse età, generi, fasce di reddito, orientamenti politici e aree geografiche, con un margine d’errore stimato di ±3,1 punti percentuali per l’intero campione al 95% di confidenza. Il report pubblico, però, non indica quanti partecipanti appartenessero a ciascuna generazione né riporta margini d’errore specifici per i sottogruppi. Le percentuali generazionali vanno quindi lette con maggiore prudenza.
Cherry Data Signals spiega inoltre di lavorare attraverso panel di partecipanti che hanno accettato di prendere parte alle ricerche e di effettuare controlli sulle risposte prima della consegna dei dati. È la metodologia generale dichiarata dalla società, non una descrizione più dettagliata di questo specifico sondaggio. La società descrive il proprio metodo nella pagina dedicata alla ricerca tramite sondaggi e approfondisce i controlli applicati alle risposte nella spiegazione su come viene gestito un sondaggio.
La terapia resta prima, mentre famiglia e dating coach finiscono dietro tarocchi e oroscopo
La parte forse più interessante arriva quando agli intervistati viene chiesto di chi si fidino davvero per ricevere consigli sentimentali. E qui la Gen Z rimette per un attimo la tavola Ouija nell’armadio: il 38% indica la terapia, che rimane la risposta più scelta.
Subito dopo, però, il quadro si fa parecchio più colorato. Il 14% della Gen Z indica l’astrologia quotidiana, il 10% sensitivi o lettori di tarocchi e l’8% gli incantesimi d’amore. Sommando queste tre categorie si arriva al 32%. Il dating coach raccoglie appena il 7%.
Ancora più curioso il rapporto con amici e parenti. Solo il 23% della Gen Z li considera la fonte più affidabile per i consigli amorosi, contro il 25% dei millennials, il 41% della Gen X e il 50% dei baby boomer. Con l’età, almeno in questo campione, le stelle perdono progressivamente terreno e torna utile quella vecchia tecnologia analogica chiamata “telefonare a qualcuno che ti conosce”.
Il sito che ha commissionato l’indagine interpreta il fenomeno anche attraverso la stanchezza verso il dating digitale. È una lettura plausibile, ma il sondaggio pubblicato non dimostra che la frustrazione per le app causi il ricorso alla magia. Registra soprattutto un fatto culturale interessante: tra gli americani più giovani intervistati, pratiche che un tempo sarebbero rimaste confinate all’oroscopo o alla cartomante sono entrate nel normale repertorio con cui si prova a gestire l’incertezza sentimentale.
Con una differenza notevole rispetto alla vecchia sfera di cristallo: oggi basta lo smartphone. Il futuro dell’amore rimane incerto, però almeno il pagamento è immediato.

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Questo articolo è stato verificato con:
- https://www.datingnews.com/daters-pulse/trying-something-spiritual-psychic-or-witchy-for-love/
- https://cherrysignals.com/survey-research
- https://cherrysignals.com/inside-a-survey
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