Vacanze con cane o gatto: quasi la metà ha già rinunciato a un viaggio che non li accettava

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Vacanze con cane o gatto: quasi la metà ha già rinunciato a un viaggio che non li accettava

| 15/10/2026
@AI generated

Il 51% dei proprietari intervistati preferisce viaggiare con il proprio animale: il cane almeno non litiga sulla playlist

  • Il 51% dei proprietari intervistati preferisce viaggiare con un animale piuttosto che con una persona
  • Il 45% ha già rinunciato a un viaggio perché non poteva portare con sé cane o gatto
  • Il 73% sceglierebbe l’auto invece dell’aereo proprio per poter viaggiare con il proprio animale
  • Il 47% prova senso di colpa quando lascia l’animale a casa e altrettanti si preoccupano per tutto il viaggio
  • Gen Z e Millennials sono le generazioni che portano più spesso cani e gatti in viaggio

 

C’è chi in auto vuole una persona con cui chiacchierare, dividere la benzina e discutere per quaranta minuti sulla temperatura dell’aria condizionata. E poi c’è quel 51% di proprietari di cani e gatti intervistati negli Stati Uniti che preferisce viaggiare con il proprio animale piuttosto che con un essere umano.

Una maggioranza risicata, certo. Abbastanza, però, per consegnare alla nostra specie un risultato su cui meditare mentre il cane dorme placidamente sul sedile posteriore senza chiedere ogni otto minuti quanto manca.

Il dato arriva da un sondaggio commissionato da Subaru e realizzato da Talker Research su 2.000 adulti statunitensi maggiorenni che guidano, possiedono almeno un cane o un gatto e hanno accesso a Internet. Le interviste sono state condotte online tra il 13 e il 17 luglio 2026. Quindi niente laboratorio, camici bianchi o cani chiamati a scegliere tra un weekend a Miami e il proprio umano: parliamo di un sondaggio sulle abitudini dichiarate.

E un dettaglio va tenuto sul cruscotto mentre leggiamo i risultati: la ricerca è stata commissionata da un produttore di automobili. Talker Research specifica inoltre che utilizza campioni online non probabilistici; i risultati, dunque, descrivono il campione intervistato e non vanno automaticamente estesi a tutti i proprietari di animali degli Stati Uniti. Il metodo di ricerca è pubblicato da Talker Research e il questionario utilizzato è disponibile online.

Per viaggiare con il proprio animale si rinuncia perfino all’aereo

La preferenza per la compagnia pelosa incide direttamente sull’organizzazione delle vacanze. Il 45% degli intervistati ha dichiarato di aver già rinunciato a opportunità di viaggio che non permettevano di portare l’animale, mentre il 73% dice di essere più propenso a partire in automobile anziché prendere un aereo proprio per poterlo avere con sé. Il cane, così, ottiene indirettamente anche potere decisionale sui trasporti. Gli manca soltanto Booking.

Dietro questa disponibilità a macinare chilometri c’è soprattutto la tranquillità. Il 51% dice di stare meglio sapendo che l’animale è con lui invece che a casa; il 43% ama vederlo scoprire posti nuovi e il 39% considera il viaggio un’occasione per trascorrere tempo insieme. Sono motivazioni piuttosto semplici: compagnia, serenità e quel particolare entusiasmo con cui alcuni cani accolgono una piazzola di sosta come se avessero appena raggiunto le Maldive.

Lasciarli a casa, al contrario, pesa. Il 47% prova senso di colpa, un altro 47% dichiara di preoccuparsi del loro benessere per tutto il tempo e il 27% fatica perfino a godersi completamente il viaggio sapendo che l’animale è rimasto indietro. Sette proprietari su dieci affermano inoltre che questa separazione influenza la durata della vacanza: il 31% si limita a uno o due giorni, mentre il 37% riesce a stare via qualche giorno prima che cominci l’irrequietezza.

Per alcuni anche la distanza diventa negoziabile. Il 45% sarebbe disposto a guidare per più di quattro ore pur di portare con sé il proprio animale, mentre il 22% sostiene che guiderebbe quanto necessario. Il concetto di “troppo lontano”, evidentemente, cambia parecchio quando dall’altra parte dell’alternativa c’è lo sguardo accusatorio di un gatto davanti alla valigia.

Gen Z e Millennials portano più spesso gli animali in viaggio

Le differenze generazionali sono nette. Negli ultimi cinque anni ha fatto almeno un viaggio in auto con il proprio animale il 75% degli intervistati della Gen Z e il 70% dei Millennials. La percentuale scende al 58% nella Gen X e al 40% tra i Baby Boomer. Il sondaggio registra la differenza, senza però stabilirne la causa: possono pesare il diverso rapporto con gli animali, le abitudini di viaggio, l’età o una combinazione di fattori.

Portarsi dietro Fido o Micio richiede comunque una piccola laurea in logistica. Il 41% indica come difficoltà principale trovare hotel o alloggi che accettino animali, il 36% deve programmare le soste intorno alle loro necessità e il 28% deve fare i conti con ansia o irrequietezza durante il viaggio. Il 45%, infatti, comincia a organizzare un lungo weekend pet-friendly almeno tre settimane prima. Quello che doveva essere “partiamo venerdì?” può trasformarsi rapidamente in una riunione operativa con trasportino, ciotola pieghevole e verifica del regolamento dell’albergo.

Il sondaggio non dimostra che cani e gatti siano oggettivamente migliori compagni di viaggio degli esseri umani. Sarebbe anche difficile organizzare il test senza offendere metà della famiglia. Dice però qualcosa di molto concreto sul posto che gli animali occupano nelle decisioni quotidiane di queste 2.000 persone: possono determinare mezzo di trasporto, destinazione, durata della vacanza e perfino la rinuncia alla partenza.

E quando il 51% del campione sceglie loro come compagni di viaggio preferiti, forse agli esseri umani resta una piccola consolazione: possiamo ancora guidare. Per ora.

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