Tre elementi scientifici per capire quando un abbraccio funziona davvero
- Uno studio della University of London ha analizzato il modo e la durata degli abbracci per capire quali fossero più piacevoli
- I partecipanti bendati hanno ricevuto abbracci di 1, 5 e 10 secondi in due stili diversi, incrociato e collo-vita
- Gli abbracci di meno di un secondo sono stati considerati i meno soddisfacenti, mentre quelli tra 5 e 10 secondi i migliori
- Nella vita reale, osservando 100 coppie di studenti, lo stile incrociato è risultato il più comune, soprattutto tra uomini
- La pressione e l’intimità influenzano l’esperienza, e il vero abbraccio perfetto rispetta i confini e comunica autenticità
Per capire quale fosse l’abbraccio perfetto, i ricercatori hanno reclutato 45 studentesse bendate e le hanno fatte abbracciare in due modalità diverse: lo stile incrociato e quello collo-vita. Ogni partecipante ha ricevuto sei abbracci, variando durata e stile, da quello incrociato a quello collo-vita. Gli abbracci troppo brevi, di appena un secondo, sono stati giudicati poco piacevoli, mentre quelli da 5 a 10 secondi hanno iniziato a creare una sensazione di conforto e sicurezza.
I ricercatori hanno notato che, all’inizio, le volontarie provavano un leggero imbarazzo, ma man mano che cresceva la confidenza con il gesto, la percezione cambiava. Rimanevano però da indagare due variabili: la pressione dell’abbraccio e gli effetti di durate superiori ai 10 secondi, che potrebbero essere influenzati dall’intimità della relazione, come ha spiegato il biopsicologo Julian Packheiser.
La vita reale conferma lo studio
Nella seconda fase, 100 coppie di studenti sono state osservate nel campus. È emerso che lo stile incrociato era il più comune, con 66 abbracci su 100, e in particolare 82% nelle coppie di uomini. Altezza e vicinanza emotiva non hanno modificato significativamente la scelta dello stile, anche se gli studiosi ipotizzano che il collo-vita possa diventare più frequente con differenze di altezza più marcate.
Gli abbracci incrociati sembrano trasmettere vicinanza senza sottotesti romantici e sono stati preferiti dagli uomini perché creano un senso di parità e sicurezza. Lo studio ha confermato che il tipo di abbraccio può riflettere dinamiche sociali oltre alla chimica fisica.
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Perché un abbraccio ci fa stare bene
Quando ci abbracciamo, il cervello rilascia ossitocina, l’ormone dell’amore, che riduce lo stress e abbassa il cortisolo. Gli abbracci lunghi, quelli da 5 a 10 secondi, permettono al corpo di attivare questa risposta biochimica, mentre quelli rapidi lasciano una sensazione di incompletezza. La ricerca sottolinea anche le differenze culturali e di genere: in molte culture mediterranee gli abbracci sono più lunghi e calorosi, mentre in contesti nordici o asiatici possono essere più brevi e formali. Alla fine, l’abbraccio perfetto non è solo questione di tecnica, ma di autenticità, rispetto dei confini e percezione personale.

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- https://www.science.org/content/article/how-hug-according-science
- https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0001691821001918
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