Per chi ha un animale il suo lamento è uguale al pianto di un bambino

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Per chi ha un animale il suo lamento è uguale al pianto di un bambino

| 06/01/2026
Fonte: Pexels

Perché i guaiti dei nostri animali ci smuovono quanto un pianto in culla

  • Uno studio del 2019 rivela che chi ha animali reagisce ai loro lamenti con un’emotività simile a quella suscitata dal pianto di un neonato
  • Oltre 500 studenti hanno ascoltato guaiti, miagolii e pianti infantili valutandone la tristezza percepita
  • Chi vive con un animale trova più struggenti i lamenti di cani e gatti rispetto a chi non li ha
  • I guaiti dei cani vengono percepiti come intensi quanto il pianto umano, anche da chi possiede gatti
  • Il legame emotivo con i pet aumenta la sensibilità verso i loro segnali di disagio, attivando una reazione d’urgenza

 

Chiunque viva con un animale domestico sa benissimo che basta un guaito un po’ più lamentoso del solito per trasformarsi automaticamente in un soccorritore pronto all’intervento. È una reazione quasi automatica: il cane piange, il gatto protesta, e noi ci attiviamo come se avessimo appena sentito un neonato gridare nella stanza accanto. Non è un’impressione: secondo uno studio pubblicato nel 2019 su Royal Society Open Science, questa affinità emotiva è sorprendentemente reale.

Il team di ricerca ha coinvolto oltre 500 studenti universitari, con profili ben divisi tra proprietari di cani, di gatti e persone che non convivono con animali. A tutti sono stati fatti ascoltare tre tipi di suoni: guaiti di cani, miagolii di gatti e pianti di neonati. Risultato? I

mate hanno mostrato una sensibilità nettamente più alta verso i lamenti dei loro animali rispetto ai non proprietari, come se riconoscessero in quei suoni una sorta di SOS personale.

Il potere emotivo dei guaiti e perché il cane “vince”

La parte più sorprendente riguarda proprio i cani. I loro guaiti sono stati valutati tristi quanto i pianti dei neonati, soprattutto da chi convive con un animale, ma perfino dai proprietari di gatti. Questo non significa che i gatti non sappiano farsi sentire, ma secondo i ricercatori i cani hanno semplicemente sviluppato un modo più efficace per comunicare disagio a noi umani. Dopotutto, da millenni hanno imparato a chiedere aiuto nel modo più convincente possibile.

Chi vive con un cane, infatti, mostra una sensibilità emotiva ancora maggiore rispetto a chi vive con un gatto. Non tanto perché i cani “valgono di più”, quanto perché la loro comunicazione vocale è più immediata, più intensa e, evidentemente, più capace di toccare corde delicate.

Come reagisce il nostro cervello ai vocalizzi degli animali

Quando un cane guaisce o un gatto insiste con miagolii particolarmente drammatici, il nostro cervello interpreta il suono come un segnale d’allarme. Nelle persone abituate a vivere con un animale questa risposta diventa più forte, attivando un riflesso di premura molto simile a quello che scatta ascoltando un neonato. Lo studio non evidenzia differenze significative tra le personalità dei partecipanti, ma sottolinea come la convivenza con un animale aumenti la sensibilità verso questi segnali.

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I ricercatori riconoscono alcuni limiti del campione, ma il messaggio rimane chiaro: il legame con gli animali è in grado di modellare il nostro modo di percepire le loro emozioni. E a volte, sì, ci ritroviamo a rispondere a un guaito come se avessimo appena iniziato un turno da genitori.

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