Architetta

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Architetta

| 21/08/2025

Ed è proprio questo il punto su cui vuole insistere: il problema non è nella lingua, ma nella testa delle persone. Le parole non sono neutre, ma costruiscono la realtà. Se si continua a usare solo il maschile per indicare ruoli professionali importanti, si finisce per rafforzare, anche inconsciamente, l’idea che certe professioni siano appannaggio esclusivo degli uomini. Dire “architetta”, “medica”, “avvocata” non è un capriccio, ma un modo per rendere visibile ciò che per troppo tempo è rimasto invisibile.

La nostra follower non pretende che tutti si adeguino, ma chiede rispetto per chi sceglie di usare il femminile. Non si tratta di un’imposizione, ma di un’opportunità per rendere la lingua più equa, più rappresentativa e, semplicemente, più giusta. Perché, come scrive lei, è la grammatica italiana a prevedere il femminile e basta solo farci l’orecchio.

Pace, sì. Ma con consapevolezza…e forse con troppa ansia?

spunteblu

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