La conversazione avuta tra loro, e riportata in chat, è per lei ancora difficile da digerire: non riesce a comprendere come una persona che reputa così speciale possa davvero pensare che un giocattolo come un aspirapolvere possa rappresentare un pericolo per lo sviluppo di un bambino.
Ogni volta che accade qualcosa del genere, dice, resta sconvolta. Non per la sua rabbia, ma per la rigidità che riaffiora su temi che, oggi più che mai, richiederebbero apertura, ascolto e libertà da certi schemi.




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