La cacca più grande della storia è vichinga: il reperto da record [+VIDEO]

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La cacca più grande della storia è vichinga: il reperto da record [+VIDEO]

| 19/03/2026
Fonte: Instagram

A York il tesoro più curioso del IX secolo

  • Il coprolite della Lloyds Bank è lungo 20 cm e pesa circa mezzo chilo
  • È stato scoperto nel 1972 durante scavi per una banca a York
  • Risale al IX secolo, quando la città era chiamata Jórvík
  • È esposto al Jorvik Viking Centre ed è assicurato per 400.000 dollari
  • Nel 2003 si è rotto accidentalmente ma è stato restaurato e rimesso in mostra

 

Non tutte le scoperte archeologiche brillano per eleganza. Alcune, invece, colpiscono per altre qualità. A York, in Inghilterra, uno dei reperti più celebri dell’epoca vichinga misura 20 centimetri di lunghezza, 5 di larghezza e pesa circa mezzo chilo. È passato alla storia come il coprolite della Lloyds Bank, ed è considerato la cacca umana più grande mai ritrovata.

Il reperto è oggi una delle attrazioni principali del Jorvik Viking Centre, museo dedicato alla York del IX secolo, quando la città era conosciuta come Jórvík. Può far sorridere, ma per gli archeologi si tratta di un oggetto di straordinario valore scientifico.

Dalla banca al museo: una scoperta da record

Il coprolite venne alla luce nel 1972 durante gli scavi per la costruzione di una filiale bancaria. Nessuno immaginava che sotto il cantiere si nascondesse un reperto destinato a diventare una piccola celebrità internazionale. Rimasto intatto per oltre mille anni, è arrivato fino a noi in condizioni eccezionali.

Il suo valore economico stimato è di circa 30.000 sterline, ma l’importanza storica è tale che oggi è assicurato per 400.000 dollari. Una cifra che racconta quanto anche un oggetto apparentemente bizzarro possa offrire informazioni preziose sul passato.

 

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Un vichingo del IX secolo

Le analisi hanno stabilito che il coprolite apparteneva a un uomo vissuto nel IX secolo. Non conosciamo il suo nome, ma sappiamo che abitava nella York vichinga. Le dimensioni straordinarie del reperto lo hanno reso un caso unico nel panorama archeologico.

Oltre al primato per grandezza, il fossile è diventato una sorta di leggenda accademica, citato spesso come esempio di quanto l’archeologia possa rivelare dettagli concreti della vita quotidiana antica.

L’incidente e il ritorno in mostra

Nel 2003 il reperto ha rischiato di finire in pezzi. Durante una movimentazione si è accidentalmente rotto. L’episodio avrebbe potuto segnare la fine della sua esposizione pubblica, ma un accurato intervento di restauro ha permesso di ricomporlo e riportarlo in vetrina.

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Oggi il coprolite della Lloyds Bank continua ad attirare visitatori da tutto il mondo. Non sarà il classico tesoro dorato, ma resta uno dei reperti più insoliti e meglio conservati dell’epoca vichinga. E dimostra che la storia, a volte, si conserva nei modi più inaspettati.

 

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