Hai una canzone bloccata in testa? Perché succede il fenomeno dell’earworm e cos’è

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Hai una canzone bloccata in testa? Perché succede il fenomeno dell’earworm e cos’è

| 28/09/2026
Fonte: Pexels

Cos’è il fenomeno dell’earworm, quali melodie lo scatenano e come liberarsi dal loop musicale

  • Il fenomeno del ritornello bloccato in testa è scientificamente noto come earworm o Involuntary Musical Imagery (INMI)
  • Gli esperti di Harvard spiegano che l’evento rispecchia i processi biologici di consolidamento della memoria musicale da parte del cervello
  • La studiosa Kelly Jakubowski ha evidenziato che la struttura delle melodie semplici, cadenzate e prevedibili facilita l’innesco del loop
  • I frammenti sonori tendono a riaffiorare e ad accentuarsi nei momenti di scarso sforzo cognitivo, come durante una passeggiata o la doccia
  • Per interrompere il circuito acustico gli studiosi consigliano l’ascolto completo del brano, la sostituzione della traccia o la concentrazione su altri compiti

 

Vi sarà capitato decine di volte di svegliarvi al mattino o di insaponarvi sotto la doccia mentre nella vostra scatola cranica risuona a palla l’ultimo ritornello ascoltato in radio. Niente paura, la vostra stabilità mentale è ancora salva: la psicologia cognitiva definisce questo piccolo incidente di percorso con il termine earworm. Nello specifico, la comunità accademica parla di Involuntary Musical Imagery (INMI) per indicare il riaffiorare spontaneo di immagini musicali prive di qualsiasi intenzione cosciente. Come approfondito da Harvard Gazette, la questione è strettamente collegata al funzionamento della nostra memoria, intenta a metabolizzare e fissare le informazioni acustiche con cui ha maggiore familiarità.

Ovviamente non tutti i brani musicali possiedono il passaporto necessario per trasformarsi in un tormentone ossessivo. La ricercatrice Kelly Jakubowski, considerata una delle massime esperte della materia, ha individuato un identikit ben preciso delle tracce più contagiose. Si tratta di motivi caratterizzati da melodie semplici, ritmi incalzanti, strutture decisamente prevedibili e ritornelli ad alto tasso di ripetitività. Un ascolto frequente o la presenza di un forte legame emotivo con la traccia aumentano a dismisura le probabilità di finire in trappola, specialmente durante i momenti nei quali l’attenzione cala e il cervello si concede un po’ di relax.

Le strategie pratiche per interrompere il circuito sonoro involontario

Se la presenza del medesimo verso musicale comincia a diventare opprimente, la ricerca scientifica offre alcuni strumenti pratici per provare a resettare il sistema. Un metodo efficace consiste nell’ascoltare il brano completo dall’inizio alla fine, così da dare al cervello la sensazione di aver concluso il percorso logico dell’opera. In alternativa, si può tentare di deviare il flusso dei pensieri focalizzandosi su un’attività che richieda concentrazione oppure sforzarsi di sostituire il motivo molesto con una melodia differente.

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Per la maggior parte delle persone, comunque, l’esperienza dell’earworm rimane del tutto innocua e priva di qualsiasi conseguenza medica o psicologica. Rappresenta semplicemente l’innocuo sistema attraverso cui la nostra mente archivia, riordina e rievoca i ricordi musicali immagazzinati nel tempo. Non resta quindi che attendere che il circuito interno si esaurisca da solo, magari lasciando il posto al tormentone successivo che la radio deciderà di regalarvi al prossimo spostamento in macchina.

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