Il sorprendente sistema interno che regola l’ansia
- La microglia, a lungo considerata semplice “manutenzione”, svolge un ruolo cruciale nella regolazione dell’ansia
- Esistono due popolazioni di microglia: quelle che aumentano l’attivazione emotiva e quelle che la riducono
- L’equilibrio tra microglia-acceleratore e microglia-freno determina l’intensità delle risposte ansiose
- Quando il freno funziona poco, il cervello resta in modalità allerta anche senza reali pericoli
- Questa scoperta apre la strada a future terapie che potrebbero modulare il sistema immuno-emotivo
Per anni ci hanno raccontato che l’ansia fosse una faccenda da neuroni iperattivi, ormoni impazienti e pensieri che si accavallano come file in autostrada. Nel frattempo, una squadra silenziosa lavorava nel retrobottega del cervello: le microglia, considerate le addette alle pulizie, quelle che spazzano via i detriti e mantengono tutto in ordine senza fare troppo rumore. Una reputazione da personale tecnico che oggi appare decisamente riduttiva.
Infatti gli scienziati hanno scoperto che queste cellule non solo tengono il cervello pulito, ma hanno anche un ruolo decisivo nel regolare la nostra ansia. Una promozione improvvisa, quasi un cambio di settore: dalle pulizie alla gestione dei livelli emotivi.
Un sistema emotivo diviso in acceleratore e freno
Il punto più sorprendente è che esistono due popolazioni distinte di microglia, simili nell’aspetto ma opposte nelle funzioni. Le prime, le cosiddette non-Hoxb8, agiscono come un pedale dell’acceleratore: aumentano l’attivazione emotiva e spingono verso stati di allerta, quei momenti in cui il cuore decide di battere più forte per qualcosa che forse non lo merita. Le seconde, le Hoxb8, operano come un freno emotivo: smorzano la reattività e mantengono l’ansia su livelli ragionevoli.
Questa dinamica a due pedali suggerisce che la nostra ansia non sia semplicemente un sovraccarico mentale, ma il risultato di un equilibrio biologico più profondo. Se il freno è debole o l’acceleratore è troppo sensibile, la mente rischia di bloccarsi in modalità allerta anche quando non c’è nulla di minaccioso intorno.
L’impatto sulla comprensione dell’ansia
Gli scienziati ipotizzano che questo meccanismo sia valido anche nel cervello umano, e la prospettiva cambia molto le carte in tavola. L’ansia persistente potrebbe avere un’origine immuno-emotiva: non solo pensieri difficili da gestire, ma una mancata sintonia tra queste due popolazioni microgliali. Una novità che apre scenari di ricerca completamente nuovi.
Se questa visione venisse confermata, un giorno potremmo avere trattamenti mirati proprio a potenziare le microglia-freno o a calmare quelle acceleratrici, riportando equilibrio dove il sistema interno si inceppa.
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Un cervello più sofisticato di quanto immaginassimo
La scoperta ricorda quanto spesso sottovalutiamo ciò che lavora nell’ombra. Senza microglia, il cervello perderebbe un regolatore fondamentale di una delle emozioni più antiche della nostra storia biologica. E forse no, il problema non è essere troppo sensibili: a volte, lì dentro, qualcuno sta semplicemente premendo il pedale sbagliato.

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- https://www.greenme.it/salute-e-alimentazione/salute/scienziati-scoprono-le-cellule-immunitarie-del-cervello-che-controllano-lansia-e-le-paranoie/
- https://www.nature.com/articles/s41380-025-03190-y
- https://www.researchgate.net/publication/395208982_Defective_Hoxb8_microglia_are_causative_for_both_chronic_anxiety_and_pathological_overgrooming_in_mice
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