Il cervello non è fatto per stare sveglio dopo la mezzanotte, lo dice uno studio

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Il cervello non è fatto per stare sveglio dopo la mezzanotte, lo dice uno studio

| 09/08/2022
Fonte: Pexels

Durante la notte si attivano meccanismi neurologici che spingono le persone a comportamenti diversi rispetto alle ore diurne

  • Secondo uno studio dopo la mezzanotte le emozioni negative tendono a prevalere su quelle positive, si manifestano idee pericolose e si abbassano i freni inibitori
  • Quando le persone sono sveglie di notte ci sono cambiamenti neurofisiologici nel cervello che alterano il modo in cui si interagisce con la realtà
  • Di notte il cervello produce più dopamina, ormone che è anche a sostanza chimica del piacere, poiché alimenta il desiderio di novità e di avere situazioni piacevoli
  • I cambiamenti a livello cerebrale possono anche far vedere il mondo in modo negativo, spingendo a comportamenti dannosi e a decisioni impulsive
  • Secondo gli studi il suicidio, l’autolesionismo, l’abuso di sostanze e il gioco d’azzardo sono molto più frequenti di notte che di giorno

 

La notte a volte porta pensieri negativi che creano angoscia e alimentano il desiderio di risollevarsi attraverso qualcosa di piacevole, come ad esempio fumare una sigaretta o mangiare qualcosa di gustoso. Sono sensazioni e comportamenti che si innescano prevalentemente nelle ore notturne, poiché la mente umana, se rimane attiva di notte, funziona in maniera diversa rispetto al giorno.

L’alterazione del ritmo circadiano

Dopo la mezzanotte le emozioni negative tendono a prevalere su quelle positive, si manifestano idee pericolose e si abbassano i freni inibitori.

Secondo uno studio, realizzato da un team di ricercatori provenienti da diverse università americane, l’alterazione del ritmo circadiano è coinvolta nelle diverse risposte del cervello nelle ore diurne e notturne. Il ritmo circadiano consiste nei cambiamenti ciclici che ogni giorno coinvolgono le attività biologiche dell’organismo. È una sorta di orologio biologico, responsabile di diverse funzioni, tra cui anche del ciclo sonno-veglia. Quando il nostro orologio biologico è disallineato rispetto all’ambiente esterno, ne risentiamo in termini di benessere psicofisico.

La ricerca, dal titolo “La mente dopo mezzanotte” suggerisce che il corpo e la mente seguano un ciclo naturale di attività che nelle 24 ore influenza le nostre emozioni e il nostro comportamento.

I cambiamenti neurofisiologici del cervello

Secondo lo studio, quando le persone sono sveglie dopo la mezzanotte, ci sono cambiamenti neurofisiologici nel cervello che alterano il modo in cui si interagisce con la realtà. Si tratta, in particolare, di azioni legate al controllo degli impulsi, all’elaborazione della ricompensa e delle informazioni. Il corpo umano produce più dopamina durante la notte, ormone che, oltre ad avere funzione di controllo sui meccanismi di regolazione del sonno, è anche a sostanza chimica del piacere, poiché alimenta il desiderio di novità e di avere situazioni piacevoli.

I cambiamenti a livello cerebrale possono anche aumentare la probabilità di vedere il mondo in modo negativo, spingendo a comportamenti dannosi e decisioni impulsive (come ad esempio l’abuso di sostanze, il suicidio, il gioco d’azzardo), senza pensare alle conseguenze.

Di notte sono più frequenti suicidi e abuso di sostanze

«Ci sono milioni di persone che sono sveglie nel cuore della notte e ci sono prove che il loro cervello non funziona bene come durante il giorno» ha affermato la neurologa Elizabeth Klerman dell’Università di Harvard.

Ad esempio il suicidio e l’autolesionismo sono molto più frequenti di notte che di giorno e alcune ricerche riportano che il rischio di suicidio è tre volte più alto tra mezzanotte alle 3, rispetto alle altre ore del giorno. Anche le sostanze pericolose o illecite vengono maggiormente assunte di notte dalle persone. Una ricerca del 2020, presso un centro di consumo di droghe in Brasile, ha rivelato un rischio 4.7 volte maggiore di overdose di oppioidi durante la notte. Alcuni di questi comportamenti potrebbero essere spiegati dalla protezione dell’oscurità, ma entrano in gioco anche cambiamenti neurologici notturni.

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Klerman spera che vengano realizzati ulteriori studi sulle differenze giorno-notte nei ritmi biologici dell’organismo che influenzano il comportamento umano, il processo decisionale e le prestazioni lavorative. I risultati potrebbero avere importanti implicazioni per innumerevoli persone che svolgono lavori notturni. Capire come cambia il comportamento del cervello dopo la mezzanotte potrebbe persino aiutare ad elaborare nuove strategie per combattere la criminalità, l’uso delle sostanze stupefacenti e prevenire i suicidi.

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