Chi ha inventato l’abbronzatura?

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Chi ha inventato l’abbronzatura?

| 04/08/2022
Fonte: Pexels

L’aspetto pallido è stato apprezzato fino ai primi anni del Novecento, quando la stilista Coco Chanel lanciò la moda della pelle dorata

  • Nei secoli passati avere una pelle bianca era sinonimo di benessere, poiché le persone abbronzate erano quelle dedite ai lavori umili nei campi o all’aria aperta
  • I nobili evitavano l’esposizione al sole, le donne si riparavano sotto grandi cappelli o ombrelli ed era di moda sbiancarsi il viso con creme contenenti piombo e gesso
  • A stravolgere il consolidato canone estetico fu Coco Chanel che, nel 1923, di ritorno da una vacanza in Costa Azzurra, sfoggiò un corpo abbronzato
  • La sua pelle dorata fece scalpore e aprì ad un nuovo concetto: l’abbronzatura intesa come bellezza e salute
  • Negli anni ’20 del Novecento, inoltre, sempre più persone lavoravano nelle fabbriche ed avevano la pelle bianca per le molte ore passate al chiuso
  • Avere quindi la pelle abbronzata significava tempo libero, possibilità di stare al sole e di fare viaggi e vacanze

 

Il colorito della pelle ha assunto significati diversi a seconda delle epoche storiche. Se già i Greci e i Romani conoscevano i benefici dell’esposizione del corpo al sole, avere una pelle bianca era sinonimo di benessere, poiché le persone abbronzate erano quelle dedite ai lavori umili nei campi o all’aria aperta.

La rivoluzione di Coco Chanel

Nella Francia del XVII secolo, durante il regno di Luigi XIV, i nobili evitavano l’esposizione al sole, le donne si riparavano sotto grandi cappelli o ombrelli ed era di moda sbiancarsi il viso con creme contenenti piombo e gesso. La tendenza è proseguita anche in epoca vittoriana, fino ai primi anni del Novecento. L’aspetto pallido e mortifero è stato per secoli sinonimo di bellezza.

A stravolgere il consolidato canone estetico fu Coco Chanel che, nel 1923, di ritorno da una vacanza in Costa Azzurra, sfoggiò un corpo abbronzato. La stilista era rimasta per troppo tempo esposta al sole ma decise comunque di mostrarsi con l’abbronzatura sfidando i modelli del tempo. La sua pelle dorata fece scalpore e aprì ad un nuovo concetto: l’abbronzatura intesa come bellezza e salute. Alla nuova tendenza la stilista abbinò gonne più corte e pelle più esposta al sole, come ribellione ai rigorosi canoni vittoriani.

Negli anni ’20 inoltre, sempre più persone lavoravano nelle fabbriche, ed avevano la pelle bianca per le molte ore passate al chiuso. Avere quindi la pelle abbronzata significava tempo libero, possibilità di stare al sole e di fare viaggi e vacanze. Lo scrittore F. Scott Fitzgerald nel romanzo “Tenera è la notte” raccontava di celebrità che prendevano il sole in Costa Azzurra. Da allora l’abbronzatura è diventata simbolo di benessere e ricchezza. Negli anni ’50 arrivarono i primi bikini per un’abbronzatura quasi integrale.

Le prime creme solari

Con la moda dell’abbronzatura nacquero parallelamente anche le creme solari. La prima lozione fu creata nel 1927 dal designer e profumiere francese Jean Patou. Successivamente furono commercializzate creme che aiutassero la pelle ad abbronzarsi in modo più rapido, tralasciando però qualsiasi fattore di protezione.

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Nel 1944 il farmacista Benjamin Green scoprì che la paraffina (estratta dall’olio) creava uno strato sottile che, applicato sulla pelle, impediva ai raggi ultravioletti di passare, proteggendo dalle scottature. Un’azienda francese acquistò il brevetto di questa rudimentale crema solare e sviluppò una lozione che aiutava ad abbronzarsi ma allo stesso tempo proteggeva la pelle. Fu commercializzata con grande successo nei primi anni ’50 con il nome di “Coppertone”.

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