La memorabile storia di Codamozza, balenottera senza coda che sta insegnando cosa sia la forza di volontà

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La memorabile storia di Codamozza, balenottera senza coda che sta insegnando cosa sia la forza di volontà

| 23/06/2020
La memorabile storia di Codamozza, balenottera senza coda che sta insegnando cosa sia la forza di volontà

Ha nuotato per 800 km in una settimana

  • La storia di Codamozza, la balenottera senza pinna a causa di un incidente con l’uomo
  • Avvistata l”11 di Giugno, ha continuato a nuotare nonostante l’amputazione
  • Una very important balenottera, già avvistata quindici anni fa
  • Il passaggio nello stretto di Messina con dei bodyguard speciali
  • Carmelo Isgrò e il capodoglio Siso, un’altra enorme vittima dell’uomo
  • Le ipotesi del web: siamo tutti biologi marini?
  • Avvistata in Liguria; ha raggiunto il santuario dei cetacei. Sarà il suo traguardo?
  • L’inconsapevole eredità di Codamozza, per tutti noi

 

L’hanno soprannominata Codamozza ed il nome dice già molto su questa balenottera. L’animale è infatti privo della pinna caudale, che potrebbe aver perso in un incidente con un’elica o, molto più probabilmente, nell’incontro con una rete da pesca nel nostro Mediterraneo.

Il primo avvistamento recente della balenottera è datato 11 Giugno, ma l’incidente potrebbe risalire a diversi anni prima. Monitorata fin dai primi avvistamenti, Codamozza nel corso dei giorni ha perso però anche la piccola parte di pinna che le rimaneva. Imperterrita, ha continuato a nuotare come poteva, perché lei non sa cosa sia la forza di volontà e nemmeno la resilienza, ma la voglia di vivere sì.

Codamozza è però una vecchia conoscenza dei ricercatori che monitorano i cetacei nel Mediterraneo; aveva fatto visita al mare siciliano già nel 2005, mostrando già allora la pinna menomata, ma in condizioni non così gravi.

Dopo il nuovo avvistamento nei pressi di Catania, la caparbia balenottera si è diretta verso lo stretto di Messina, dove stata scortata da una motovedetta della guardia costiera, che l’ha aiutata ad evitare possibili collisioni o incidenti in un tratto di mare da ingorgo. Non l’ha invece aiutata la corrente contraria, che l’ha costretta a nuotare con ancora più forza. Con uno stile di nuoto tutto suo, Codamozza è arrivata a Messina e da lì ha puntato il musone verso nord.

A raccontare al web, pinnata dopo pinnata, la storia di questa balenottera è Carmelo Isgrò, biologo marino siciliano diventato famoso per aver raccontato la storia di Siso, un capodoglio finito vittima dell’uomo a causa del incontro con una rete da pesca, ma vittima anche della grande quantità di plastica ingerita in mare.

Siamo tutti biologi marini

Il web nel frattempo si è mobilitato con ipotesi di ogni tipo per salvare la balenottera; svestiti i panni di allenatori, chef e politici, ecco una schiera di neo biologi marini pronti a fornire la soluzione per garantire alla balenottera una lunga vita. C’è chi propone di darle da mangiare, chi si chiede se non sia possibile farle una protesi, chi spera la rinchiudano per sempre in un acquario per aiutarla e chi si limita a suggerire che la balenottera sia passata dallo stretto su consiglio di qualcuno, per una visita turistica.

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Nel frattempo Codamozza, sempre più magra, affaticata ma senza mai perdere un briciolo di forza di volontà, ha nuotato verso nord, percorrendo circa 800 chilometri in una settimana, con la sola spinta delle pinne anteriori. Il 21 Giugno è arrivata a quello che forse era il suo traguardo, il santuario dei cetacei, dove almeno troverà tutto il cibo che desidera.

C’è chi scommette che abbia scelto proprio questo luogo per riposarsi per sempre e chi suggerisce di mettere fine alle sue sofferenze il prima possibile. Lei invece, da very important balenottera qual è, non commenta, non ascolta le chiacchiere e continua il suo memorabile viaggio, che ci ha già insegnato molto. Grazie Codamozza!

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