Accarezzare i gatti senza farsi graffiare: essenziale avvicinarsi con calma
- Per accarezzare un gatto è fondamentale avvicinarsi con calma e lasciargli prendere l’iniziativa
- I punti più graditi dai felini sono sotto il mento, dietro le orecchie, lungo il dorso e sui fianchi, mentre pancia, zampe e coda sono zone da evitare
- Il linguaggio corporeo del gatto indica se le carezze piacciono: occhi chiusi, fusa e rilassamento sono segnali positivi
- Con i gatti timidi o poco abituati al contatto serve pazienza, rispetto dei loro spazi sicuri e osservazione dei loro comportamenti
- La pancia è la prova del nove: se il gatto la mostra e permette le carezze, siamo considerati un gattaro doc
Accarezzare un gatto non è una questione di fretta, ma di pazienza e osservazione. Secondo Andrea Mancino, ingegnere biomedico e consulente della relazione felina, il trucco è semplice: lasciar avvicinare il micio, restare fermi, parlare a tono tranquillo e tendere una mano per farsi annusare. È importante lasciare che sia il micio a venire da noi, senza forzarlo. E se ci sfiora o si strofina contro di noi, significa che ci accetta.
I gatti hanno gusti molto precisi: alcune carezze sono gradite, altre decisamente no. I punti da privilegiare sono sotto il mento, dietro le orecchie, lungo il dorso e sui fianchi, sempre con movimenti dolci e lenti. Evitare la pancia, le zampe, la coda e le carezze troppo energiche sulla testa può prevenire graffi improvvisi.
Segnali di gradimento e strategie per gatti timidi
Se il gatto chiude gli occhi, fa le fusa o si rilassa, è tutto ok; se si irrigidisce, muove la coda in modo brusco o si allontana, è il momento di fermarsi. Per i gatti timidi o poco abituati al contatto, la regola d’oro è pazienza e rispetto dello spazio. Mancino consiglia di non toccarli subito, ma permettere loro di osservare, riconoscere la voce, l’odore e i movimenti del nuovo umano. Solo quando si sentiranno sicuri inizieranno ad avvicinarsi e permetteranno carezze leggere su testa o dorso.
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Creare un ambiente sicuro con cucce chiuse, scatole o spazi sopraelevati aiuta i felini a sentirsi protetti. Mai disturbare un gatto nascosto: è il suo rifugio inviolabile. E se, dopo settimane di coccole pazienti, il micio mostra la pancia e si lascia accarezzare, allora possiamo vantare senza timore il titolo di “gattaro doc”. Con questi accorgimenti, le interazioni diventano più piacevoli per entrambi e impariamo a leggere il linguaggio felino, evitando incidenti e instaurando una vera e propria alleanza tra umano e gatto.

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