Non solo chimica: il cervello cresce come una famiglia organizzata
- Il cervello si sviluppa da una singola cellula fino a miliardi di neuroni
- I segnali chimici da soli non spiegano l’organizzazione delle cellule
- Le cellule seguono una sorta di “eredità” dalle cellule progenitrici
- Le cellule “figlie” tendono a restare vicine e a mantenere lo stesso ruolo
- Il modello è stato testato su animali come topi e pesci zebra con risultati coerenti
Come fa il cervello a costruirsi partendo da una sola cellula? La risposta, secondo uno studio pubblicato su Neuron, potrebbe essere meno misteriosa del previsto. Non si tratta solo di segnali chimici, ma di un sistema più simile a una trasmissione di informazioni tra “generazioni” cellulari.
La ricerca, condotta dal Cold Spring Harbor Laboratory insieme ad altre istituzioni internazionali, prova a spiegare come miliardi di cellule riescano a organizzarsi senza un vero “centro di comando”. Una domanda che riguarda direttamente uno dei sistemi più complessi esistenti: il cervello umano.
Perché la chimica da sola non basta
Per anni il modello dominante ha sostenuto che le cellule comunicassero tramite segnali chimici per capire dove posizionarsi e quale funzione assumere. Questo approccio funziona bene su piccola scala, ma diventa meno efficace quando le cellule aumentano e si allontanano tra loro.
Il problema è semplice: i segnali chimici non possono viaggiare all’infinito senza perdere intensità. In un sistema con miliardi di cellule, affidarsi solo a questo meccanismo rischia di creare confusione. Serve quindi un’altra “regola” per mantenere l’ordine durante lo sviluppo.
L’idea dell’albero genealogico cellulare
La nuova ipotesi introduce un concetto diverso: le cellule non decidono tutto da sole, ma ereditano informazioni dalle cellule progenitrici. In pratica, ogni gruppo cellulare porta con sé una sorta di memoria su posizione e funzione.
Questo crea una struttura organizzata simile a un albero genealogico, in cui le cellule “discendenti” tendono a restare vicine e a mantenere caratteristiche comuni. Un modello che ricorda, in modo sorprendente, il modo in cui le comunità umane si distribuiscono nel territorio.
Un modello testato anche sugli animali
Per verificare questa teoria, gli scienziati hanno prima sviluppato modelli teorici e poi li hanno applicati a cervelli in crescita di topi e pesci zebra. I risultati hanno confermato che il sistema funziona anche in organismi diversi per dimensione e complessità.
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Secondo i ricercatori, il processo reale combina segnali chimici e informazioni ereditarie, creando un equilibrio che permette al cervello di svilupparsi in modo corretto. Questo modello potrebbe avere implicazioni anche nello studio di altre strutture biologiche e persino nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale.

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- https://www.focus.it/scienza/scienze/vicine-alle-loro-progenitrici-cosi-si-organizzano-le-cellule-del-cervello
- https://www.cell.com/neuron/abstract/S0896-6273(25)01000-1
- https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0896627325010001
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