Quando la burocrazia finisce per rincorrere se stessa tra multe, notifiche e riscossioni
- Il Comune di Pavia ha ricevuto una multa per un proprio veicolo in uso a un settore interno dell’ente
- La sanzione non è stata pagata nei termini previsti, per cause non chiarite tra dimenticanze o disguidi amministrativi
- La gestione della riscossione è stata affidata alla società Abaco, che ha inviato un’intimazione di pagamento allo stesso Comune
- L’importo della multa è aumentato nel tempo fino a raggiungere 953 euro e 44 centesimi
- Il Comune ha deciso di addebitare la somma alla cooperativa che utilizzava il veicolo per i servizi ai Centri diurni per disabili
Il caso nasce a Pavia, a Palazzo Mezzabarba, dove il Comune si è trovato nella particolare situazione di aver sanzionato un proprio veicolo. Il mezzo, appartenente a un settore dell’ente e concesso in uso a una cooperativa sociale, era stato multato per una violazione del codice della strada nel febbraio 2022.
La vicenda è però emersa solo in seguito, quando agli uffici è arrivata una intimazione di pagamento da parte di Abaco, società incaricata della riscossione dei crediti per conto del Comune. A quel punto gli uffici hanno ricostruito la storia della sanzione, rimasta senza pagamento nei termini di legge.
Tra dimenticanze e passaggi burocratici mancati
Sulla mancata riscossione della contravvenzione non ci sono certezze. Le ipotesi spaziano da una semplice dimenticanza interna fino a un possibile mancato passaggio di informazioni tra uffici, oppure a una comunicazione rimasta intrappolata nel normale flusso di documenti amministrativi.
Il risultato è stato comunque lo stesso: la multa non è stata saldata nei tempi previsti e il procedimento è andato avanti fino all’intervento della società incaricata del recupero crediti. Una catena burocratica che, paradossalmente, ha finito per coinvolgere lo stesso soggetto sanzionato.
La riscossione affidata ad Abaco e l’aumento dell’importo
La società Abaco, come previsto dal servizio di riscossione, ha quindi inviato al Comune l’intimazione di pagamento per la sanzione rimasta insoluta. Nel frattempo, però, l’importo è aumentato fino a raggiungere 953 euro e 44 centesimi, a causa delle maggiorazioni previste dal mancato pagamento nei termini.
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Di fronte alla situazione, il Comune di Pavia ha scelto di non far ricadere il costo sui cittadini, decidendo di attribuire la somma alla cooperativa sociale che aveva in uso il veicolo multato, impegnato nella gestione dei Centri diurni per disabili. La vicenda si chiude così con un passaggio interno di responsabilità economica, mentre resta il dato singolare di un ente che si è trovato contemporaneamente nel ruolo di multato, gestore della riscossione e destinatario dell’intimazione di pagamento.

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