Dormire meno di sette ore accorcia la vita: lo dice la Scienza

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Dormire meno di sette ore accorcia la vita: lo dice la Scienza

| 09/02/2026
Fonte: Pexels

Il sonno diventa un fattore di rischio quasi come il fumo secondo un ampio studio USA

  • Dormire meno di sette ore a notte è associato a una riduzione dell’aspettativa di vita
  • Lo studio ha analizzato dati provenienti da oltre 3.000 contee degli Stati Uniti
  • Il sonno insufficiente pesa quasi quanto fumo e obesità sulla longevità
  • L’associazione vale indipendentemente da reddito e luogo di residenza
  • Migliorare le abitudini di sonno è uno dei pochi fattori di rischio modificabili

 

Che dormire bene faccia bene alla salute non è una novità. Ma ora la scienza aggiunge un dettaglio poco rassicurante: dormire meno di sette ore per notte può accorciare la vita quasi quanto fumare. A dirlo è uno studio pubblicato su SLEEP Advances, che ha analizzato il rapporto tra durata del sonno e aspettativa di vita negli Stati Uniti.

I ricercatori hanno esaminato dati provenienti da oltre 3.000 contee americane raccolti tra il 2019 e il 2025. Le informazioni sulle ore di sonno sono state ottenute tramite interviste telefoniche, poi confrontate con i dati ufficiali sulla longevità. Il risultato è stato sorprendentemente coerente: dove si dorme meno, si vive meno.

Il sonno come indicatore di salute pubblica

Secondo l’analisi, il sonno si colloca tra i fattori più forti nel predire l’aspettativa di vita, superando persino diabete e inattività fisica. Solo fumo e obesità mostrano un impatto maggiore. In pratica, dormire poco non è solo una cattiva abitudine, ma un vero e proprio fattore di rischio sanitario.

L’associazione resta valida indipendentemente dallo status socioeconomico o dall’area geografica. Non importa quindi se si vive in una grande città o in una zona rurale: sotto le sette ore, il rischio aumenta in modo simile per tutti. Il dato non riguarda solo gli americani. Secondo uno studio del 2020, circa un italiano su tre dorme meno di sette ore a notte, una percentuale che rende il problema tutt’altro che marginale. Il sonno insufficiente, insomma, è diventato una costante delle società moderne, spesso sacrificato per lavoro, schermi e ritmi irregolari.

I limiti dello studio e cosa non sappiamo ancora

Gli stessi autori invitano però alla cautela. Le ore di sonno sono state autodichiarate, quindi non misurate in modo oggettivo. Inoltre, lo studio non distingue tra chi dorme sette ore e chi ne dorme molte di più, nonostante sia noto che anche dormire troppo può essere dannoso. Non sono state considerate nemmeno le cause del sonno insufficiente, come apnee notturne, disturbi psichiatrici o condizioni mediche, né l’impatto della pandemia, anche se le associazioni restano simili negli anni non pandemici.

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Pur con questi limiti, il messaggio è chiaro: a differenza di molti fattori di rischio non modificabili, migliorare il sonno è possibile. Dormire di più e meglio non è una promessa di immortalità, ma può davvero regalare anni di vita in più, o almeno evitare di perderli troppo in fretta.

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