Ha provato a chiedere spiegazioni, ad aprire un dialogo: “Perché questo improvviso sfogo?”, chiede. Ma non ottiene risposte. Lei non spiega, non giustifica. Lui si sente confuso, ferito, tradito: crede di non meritare un epilogo del genere, senza chiarezza né rispetto.
Lui si conosce: sa di non essere perfetto, ma è convinto di non essere una cattiva persona. Crede che lei abbia esagerato, che abbia reagito in modo spropositato e che stia nascondendo qualcosa. E supporta questa ipotesi con un dettaglio: ogni volta che prova a chiamare per capire, quando dà un nome a quella cosa che sente che non va, lei smette di rispondere.




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