Lo studio: anche i gamberi di fiume assumono psicofarmaci

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Lo studio: anche i gamberi di fiume assumono psicofarmaci

| 22/07/2021
Fonte 1: Freepik Fonte 2: Pixabay

Incredibile ma vero: i gamberi di fiume assumono psicofarmaci

  • I gamberi di fiume assumono psicofarmaci, ma non certo per curare malattie
  • Tutta colpa dello scorretto smaltimento dei medicinali
  • Buttate negli scarichi, queste sostanze finiscono nell’habitat dei crostacei
  • Gli psicofarmaci hanno conseguenze molto gravi sui gamberi di fiume
  • Non solo: mettono a rischio l’intero ecosistema, compresa – naturalmente – la nostra salute

 

Gli psicofarmaci sono medicine usate per trattare disturbi psicologici come ansia e depressione: perché, allora, i gamberi di fiume dovrebbero assumerli? In realtà, si tratta di uno spiacevole effetto collaterale. A gettare nuova luce su questo grave problema è uno studio pubblicato sulla rivista Ecosphere. Gli studiosi hanno spiegato che le persone si liberano di questi farmaci, buttandoli negli scarichi domestici. C’è qualcosa, però, che ignorano totalmente. Infatti, una volta giunte nell’habitat dei crostacei, gli animali assumeranno queste sostanze.

Per studiare le conseguenze dannose di questa pratica, gli scienziati hanno simulato l’habitat dei crostacei. Per farlo, hanno creato in laboratorio due corsi d’acqua artificiali. In uno dei due ambienti, i ricercatori hanno introdotto una dose di psicofarmaci. L’altro, invece, è stato mantenuto in condizioni normali. In questo modo, si sono potute studiare le differenze rispetto agli animali “drogati” dagli antidepressivi.

Un vero e proprio boomerang

L’effetto delle medicine sui crostacei? Davvero potentissimo. Una volta assunti gli psicofarmaci, infatti, il comportamento dei gamberi di fiume cambia di molto. Il loro atteggiamento si fa più coraggioso e disinibito. Questo, quindi, li porta a correre maggiori pericoli. Il tutto va a beneficio dei predatori, ma non certo a favore della sopravvivenza della specie. Le magagne sull’ecosistema, però, non finiscono qui.

Le sostanze che abitualmente vengono buttate negli scarichi, infatti, fanno aumentare l’appetito dei crostacei. Basti pensare che gli animali “drogati” sono spinti a mangiare il doppio del cibo, uscendo molto più spesso dalle loro tane. L’effetto più che prevedibile, quindi, riguarda i maggiori rischi corsi dai crostacei. Non solo, però. Infatti, ciò provoca anche la rottura degli equilibri dell’habitat naturale.

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Pensate che sia finita qui? C’è un ultimo danno collaterale da considerare. Quale? Gli psicofarmaci compromettono la riproduzione dei gamberi di fiume. Dedicando maggiori energie alla caccia, infatti, questi animali hanno meno tempo da impiegare per l’accoppiamento. Insomma, è ora di mettercelo in testa una volta per tutte. Gli effetti negativi di uno smaltimento sbagliato dei nostri medicinali si ripercuotono non solo su una sola specie, ma sull’intero ecosistema. Per poi colpire – di rimando – anche noi.

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