In Giappone ha aperto un bar per persone che vogliono licenziarsi

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In Giappone ha aperto un bar per persone che vogliono licenziarsi

| 20/03/2026
Fonte: Tensoku Bar

Tenshoku Sodan Bar, il bar dove si va per parlare di dimissioni

  • In Giappone esiste il Tenshoku Sodan Bar, un locale dove si parla di cambiare lavoro con consulenti esperti
  • Le consulenze e le bevande sono gratuite, ma il modello economico non è spiegato
  • Gli incontri sono individuali e su prenotazione tramite app di messaggistica
  • Il bar si trova a Yokohama, nella prefettura di Kanagawa
  • Non è un trend diffuso, ma ricorda esperienze come i crying café dedicati all’espressione delle emozioni

 

In Giappone c’è un bar dove non si entra per dimenticare l’ufficio, ma per capire se sia arrivato il momento di lasciarlo. Si chiama Tenshoku Sodan Bar e il nome significa letteralmente “bar di consulenza per il cambio di lavoro”. Qui i drink sono gratuiti, ma il vero servizio offerto è un altro: parlare apertamente di burnout, frustrazione e dimissioni.

L’idea, riportata dalla rivista statunitense Inc. e dal quotidiano internazionale LiveMint, è semplice ma culturalmente significativa. Creare uno spazio informale dove riflettere sul proprio rapporto con il lavoro senza essere giudicati. Niente chiacchiere su meteo o sport: si discute di stipendi, aziende da evitare, carriere da ripensare e nuove direzioni possibili.

Non baristi ma consulenti certificati

Dietro al bancone non ci sono bartender tradizionali, ma professionisti delle risorse umane e consulenti di carriera certificati. Gli incontri sono individuali e avvengono su prenotazione, in un contesto riservato che privilegia l’ascolto. L’obiettivo non è spingere a decisioni drastiche, ma aiutare a fare ordine tra dubbi e opzioni.

Il locale si trova a Yokohama, nella prefettura di Kanagawa, a sud di Tokyo. Le prenotazioni avvengono tramite un’app di messaggistica molto diffusa in Giappone. Sul sito ufficiale non sono indicati costi nascosti o servizi premium: sia le consulenze sia le bevande, alcoliche e analcoliche, sono dichiarate gratuite. Come il progetto si sostenga economicamente non viene specificato, e persino il menu passa in secondo piano, segnale che il consumo non è il centro dell’esperienza.

Un esperimento più che un trend

Per ora il Tenshoku Sodan Bar resta un caso isolato. Non risultano altre iniziative analoghe che facciano pensare a una diffusione del modello. Tuttavia, inserito nel contesto giapponese, il progetto richiama altre esperienze nate negli ultimi anni, come i crying café raccontati anche da Gambero Rosso.

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In quei locali si va per guardare film commoventi o leggere storie struggenti e piangere liberamente, lontano da sguardi indiscreti. Non è la stessa cosa che discutere di carriera, ma il meccanismo è simile: utilizzare uno spazio legato al bere o al cibo per dare forma a fragilità spesso represse. In un Paese noto per riservatezza e disciplina professionale, un bar che invita a interrogarsi sul proprio lavoro davanti a un drink non appare così strano. Forse è solo un segnale dei tempi. O forse, semplicemente, un modo diverso di affrontare lo stress.

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