Quando lo stomaco è pieno ma il cervello vuole ancora snack
- Uno studio dell’University of East Anglia e dell’University of Plymouth analizza perché gli snack restano tentatori dopo aver mangiato
- Il cervello continua a mostrare una risposta di ricompensa alle immagini di cibo anche quando lo stomaco è pieno
- Il sistema neurale legato alle abitudini funziona separatamente dai segnali di sazietà del corpo
- L’esperimento ha coinvolto 76 studenti monitorati con EEG mentre osservavano immagini di cibo
- I risultati mostrano un divario tra la percezione di sazietà e la risposta neurale agli stimoli alimentari
Ti capita di finire una cena abbondante e pochi minuti dopo sentire improvvisamente voglia di patatine o dolci? Non è necessariamente mancanza di autocontrollo. Secondo una ricerca condotta dalla University of East Anglia e dalla University of Plymouth, il fenomeno potrebbe dipendere dal modo in cui funziona il sistema di ricompensa del cervello.
Lo studio suggerisce infatti che il cervello può continuare a reagire agli stimoli alimentari anche quando il corpo ha già segnalato di essere sazio. In altre parole, il nostro organismo può dire “basta”, mentre alcune aree cerebrali continuano a trattare il cibo come qualcosa di appetitoso e desiderabile.
Il cervello ignora la sazietà
I ricercatori spiegano che il cervello utilizza due sistemi decisionali distinti. Il primo è razionale e legato agli obiettivi: valuta la situazione e regola il comportamento in base ai bisogni reali del corpo. Il secondo invece è automatico e basato sulle abitudini, reagendo rapidamente a stimoli familiari che in passato sono stati gratificanti.
Le immagini di cibo, viste continuamente in pubblicità, social media o televisione, finiscono per essere profondamente associate a questo sistema automatico. Secondo lo studio, questo circuito può continuare a rispondere agli stimoli alimentari anche quando la fame è già stata soddisfatta.
L’esperimento con i sensori cerebrali
Per analizzare questo fenomeno, i ricercatori hanno coinvolto 90 studenti dell’University of Plymouth, di cui 76 sono stati inclusi nei risultati finali. I partecipanti, tutti tra 18 e 29 anni, sono arrivati all’esperimento affamati e sono stati dotati di cuffie EEG, strumenti che registrano l’attività elettrica del cervello.
Durante il test, i volontari hanno osservato immagini di diversi alimenti e partecipato a un gioco decisionale al computer che permetteva loro di guadagnare snack reali. A metà dell’esperimento, i partecipanti hanno mangiato uno degli alimenti fino a sentirsi completamente sazi, per poi riprendere il gioco.
Il cervello continua a reagire al cibo
Dal punto di vista comportamentale, i partecipanti si sono comportati in modo prevedibile. Dopo aver mangiato, hanno dichiarato di essere sazi e hanno mostrato meno interesse per l’alimento appena consumato.
Le registrazioni cerebrali, però, raccontavano un’altra storia. I ricercatori hanno analizzato un segnale chiamato reward positivity, una risposta elettrica del cervello che indica quanto uno stimolo viene percepito come gratificante. Sorprendentemente, questa risposta non è diminuita quando i partecipanti vedevano immagini del cibo che avevano appena mangiato.
Un cervello sempre esposto al cibo
Il risultato non dimostra che vedere immagini di cibo porti automaticamente a mangiare di più. Tuttavia evidenzia un possibile divario tra i segnali del corpo e la risposta neurale agli stimoli alimentari.
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In un mondo in cui immagini di cibo compaiono continuamente su social media, pubblicità e programmi televisivi, questa scoperta potrebbe aiutare a capire perché resistere agli snack dopo cena a volte sembra così difficile. Il cervello, in sostanza, potrebbe continuare a considerare il cibo una ricompensa anche quando lo stomaco ha già deciso che la cena è finita.

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Questo articolo è stato verificato con:
- https://studyfinds.com/why-snacks-still-tempting-after-big-meal/
- https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0195666325005434
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41274307/
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