Le persone sottovalutano quanto sia piacevole pensare: lo rivela uno studio

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Le persone sottovalutano quanto sia piacevole pensare: lo rivela uno studio

| 02/08/2022
Fonte: Pixabay

Quando si è da soli meglio intrattenersi con il cellulare o con i propri pensieri? 259 volontari sottoposti ad un test hanno scoperto il piacere di stare con se stessi

  • In situazioni di attesa o di momentanea solitudine di solito si cerca la compagnia del cellulare, leggendo notizie, dedicandosi ai videogiochi o scorrendo i social
  • Uno studio rivela invece che mettendo da parte i dispositivi digitali si può trascorrere piacevolmente il tempo con i propri pensieri
  • In una serie di esperimenti, 259 volontari sono stati 20 minuti in solitudine senza l’uso di cellulari, libri o altri intrattenimenti
  • Tutti i partecipanti avevano dato inizialmente voti bassi alla piacevolezza della situazione, per poi ricredersi al termine dell’esperimento
  • Pensare in libertà, staccandosi dalle distrazioni digitali, aiuta a risolvere i problemi, migliora la creatività e aiuta persino a trovare un significato nella propria vita.

 

Quando si è da soli, meglio intrattenersi con lo smartphone o con i propri pensieri? Nella maggior parte dei casi il cellulare è il compagno preferito in situazioni di attesa o di momentanea solitudine. Scorrere le notizie, intrattenersi con i videogiochi o passare il tempo sui social è un modo per tenere impegnato il cervello e trascorrere il tempo in maniera piacevole.

Pensare in libertà

Eppure ci si potrebbe intrattenere in maniera altrettanto gradevole mettendo da parte cellulare e strumenti digitali per lasciare correre i propri pensieri in libertà. A rivelarlo uno studio congiunto effettuato da ricercatori di università del Regno Unito, della Germania e del Giappone. In una serie di esperimenti, condotti su 259 partecipanti provenienti da Giappone e Regno Unito, il team ha scoperto che le persone sottovalutano il piacere di restare seduti da soli in compagnia dei propri pensieri.

«La ricerca ci ha mostrato come gli individui abbiano difficoltà a considerare quanto possa essere coinvolgente il pensiero» ha affermato Ava Hatano, ricercatrice dell’università di Kyoto. «Questo spiega perché le persone preferiscano tenersi occupate con dispositivi digitali o altre distrazioni, piuttosto che prendersi un momento di riflessione e immaginazione».

I test

Gli autori dello studio hanno chiesto ai partecipanti di prevedere quanto sarebbe stato piacevole stare seduti da soli a pensare per 20 minuti. Durante il test i volontari non hanno potuto usare lo smartphone, non hanno potuto leggere e nemmeno alzarsi e andare in giro. I risultati hanno mostrato che ai partecipanti è piaciuto più del previsto restare da soli a pensare. Le risposte sono state simili anche cambiando i fattori, come l’ambiente di collocazione (una sala conferenze vuota o una stanza buia) e il tempo (tre minuti o venti).

In un altro esperimento è stato chiesto di valutare in anticipo le due situazioni di pensare in solitudine e di leggere notizie online. I partecipanti hanno sottovalutato il primo caso, riferendo poi, al termine delle due prove, di aver apprezzato entrambe nella stessa misura.

Tenersi impegnati a livello intellettivo

«Sull’autobus mentre si va al lavoro si controlla spesso il telefono invece di pensare a qualcosa, poiché si crede che senza un dispositivo digitale ci si annoi. Si perde invece l’opportunità per impegnarsi positivamente a livello intellettivo» ha affermato Kou Murayama, dell’università di Tubinga e coautore dello studio.

Ricerche precedenti hanno già provato che pensare in libertà aiuta a risolvere i problemi, migliora la creatività e aiuta persino a trovare un significato nella propria vita. Nel complesso, i ricercatori osservano che pensare non è ritenuta una cosa piacevole dalle persone: su una scala di gradimento di sette punti, i partecipanti hanno dato all’esercizio mentale solo un tre o un quattro.

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Gli studi proseguiranno per capire quali tipi di pensiero siano più piacevoli e motivanti per le persone. «Non tutti i pensieri sono gratificanti e alcuni individui sono soggetti a ragionamenti negativi che si ripetono come un circolo vizioso» ha aggiunto Murayama. I test saranno replicati anche su individui di nazionalità diversa poiché ogni nazione ha livelli differenti di dipendenza dagli smartphone, quindi è possibile che ad esempio, ai cittadini cinesi piaccia molto meno stare seduti a pensare rispetto a individui di altri paesi. I risultati della ricerca potranno aiutare le persone a staccarsi dai cellulari e a passare più tempo con sé stessi.

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