Il tragitto casa-lavoro pesa più del traffico (e riduce anche il tempo per dormire)

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Il tragitto casa-lavoro pesa più del traffico (e riduce anche il tempo per dormire)

| 01/05/2026
Fonte: Pexels

Pendolarismo e salute: oltre 3 km per andare al lavoro aumentano stress, peso e insonnia

  • Superare i tre chilometri tra casa e lavoro è associato a maggiore rischio di sovrappeso, stress e disturbi del sonno
  • I lavoratori con oltre 40 ore settimanali e più di cinque ore di spostamenti mostrano condizioni di salute peggiori
  • Chi vive vicino all’ufficio tende a camminare o usare la bici integrando l’attività fisica nella routine quotidiana
  • Le distanze più lunghe riducono il tempo per sport, recupero e riposo aumentando sedentarietà e stanchezza
  • In Italia i pendolari percorrono in media 29 km al giorno

 

Tre chilometri sembrano pochi, ma per la salute possono fare la differenza. Uno studio longitudinale su oltre 11.000 lavoratori svedesi ha evidenziato che aumentare la distanza tra casa e ufficio è associato a maggiore inattività fisica, sovrappeso e disturbi del sonno. Il dato emerge dall’analisi dello Swedish Longitudinal Occupational Survey of Health, condotto tra il 2012 e il 2018.

Il punto critico non è solo il traffico o il tempo perso, ma l’effetto cumulativo sulla routine quotidiana. Chi trascorre più ore negli spostamenti sottrae inevitabilmente spazio al riposo, allo sport e al recupero. Il quadro peggiora per chi lavora oltre 40 ore settimanali e passa più di cinque ore a settimana nel tragitto casa lavoro, mostrando un profilo di salute sensibilmente peggiore rispetto a chi impiega meno tempo.

Il problema non è l’auto ma il tempo che scompare

La differenza principale sta nello stile di vita. Chi vive entro tre chilometri dall’ufficio ha più probabilità di raggiungere il lavoro a piedi o in bicicletta, trasformando il tragitto in movimento quotidiano. Non serve pianificare l’allenamento, perché l’attività fisica diventa parte naturale della giornata.

Al contrario, chi percorre distanze più lunghe – spesso in auto o su mezzi pubblici – finisce per ridurre il tempo disponibile per l’esercizio fisico. Il risultato è una maggiore sedentarietà, accompagnata da meno ore di sonno e recupero. Non è il viaggio in sé a pesare, ma tutto ciò che viene sacrificato per farlo.

Il caso italiano tra pendolari e pendolarissimi

In Italia il fenomeno riguarda numeri rilevanti. Secondo il rapporto Censis-Michelin, i cosiddetti pendolarissimi che percorrono oltre 50 chilometri al giorno sono circa 1,2 milioni, in aumento rispetto agli anni precedenti. Una platea ampia che vive quotidianamente l’impatto del tempo trascorso negli spostamenti.

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In media, un pendolare italiano percorre quasi 29 chilometri al giorno e impiega circa 57 minuti per andare e tornare dal lavoro. Tempo che viene sottratto a sonno, attività fisica e recupero. Variabili che, secondo lo studio, incidono direttamente sulla salute metabolica e cardiovascolare, trasformando il tragitto casa ufficio in un fattore da non sottovalutare.

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