Il tuo cane sbatte più spesso le palpebre quando ti guarda? Cosa ha scoperto questo studio italiano

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Il tuo cane sbatte più spesso le palpebre quando ti guarda? Cosa ha scoperto questo studio italiano

| 27/08/2026
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Il battito di palpebra nei cani cambia quando guardano il loro umano: lo studio di Parma

  • Uno studio dell’Università di Parma ha osservato il battito di palpebra di 35 cani davanti a video del proprietario e di due sconosciuti
  • Nei filmati sperimentali le persone sbattevano le palpebre una volta ogni tre secondi, mentre nei video di controllo tenevano gli occhi aperti
  • I cani aumentavano la frequenza del battito di palpebra quando vedevano gli esseri umani fare lo stesso
  • La frequenza risultava maggiore davanti al proprietario rispetto agli sconosciuti
  • Lo studio non dimostra però che i cani imitino consapevolmente il loro umano o che il battito di palpebra sia un messaggio intenzionale

 

Il tuo cane potrebbe sbattere più spesso le palpebre quando vede te fare la stessa cosa. E, dettaglio non proprio secondario per chi convive con un quadrupede convinto di possedere casa, divano e probabilmente anche il vostro conto corrente, la risposta sembra essere più marcata quando davanti allo schermo compare il suo proprietario invece di uno sconosciuto.

È quanto emerge da Blinking together: the modulation of eye blinking in dog–human social contexts, studio di Chiara Canori, Elisa Biffi, Tiziana Travain e Paola Valsecchi dell’Università di Parma, pubblicato nel 2026 su Royal Society Open Science. Al 27 agosto 2026, la pagina istituzionale dell’Università di Parma relativa a Paola Valsecchi continua a indicare il lavoro come “in press”, mentre il DOI e la copertura scientifica diffusa il 26 agosto lo riportano già come ricerca del 2026.

La scoperta riguarda il battito di palpebra nei cani, un movimento talmente ordinario che generalmente lo notiamo quanto notiamo il frigorifero accendersi di notte. Eppure proprio quel gesto minuscolo potrebbe avere un ruolo nelle interazioni sociali del cane, almeno secondo i risultati ottenuti dal gruppo di ricerca parmense.

Piano, però, con le traduzioni simultanee dal canese: lo studio non dice che Fido stia facendo l’occhiolino per comunicarvi “ti voglio bene”, “ho fame” o “so perfettamente che sei stato tu a nascondere i biscotti”. Dimostra qualcosa di più circoscritto e, scientificamente, più interessante: la frequenza con cui i cani sbattono le palpebre cambia in funzione di ciò che vedono e della persona che stanno osservando.

Trentacinque cani davanti ai video di proprietari e sconosciuti: così i ricercatori dell’Università di Parma hanno misurato ogni battito di palpebra fotogramma per fotogramma

Per cercare di isolare il fenomeno, il gruppo dell’Università di Parma ha coinvolto 35 cani. Ogni animale è stato posto davanti a video nei quali comparivano tre persone: il proprio proprietario, un uomo sconosciuto e una donna sconosciuta.

I cani hanno osservato due tipi di filmato, entrambi della durata di 40 secondi. Nella condizione sperimentale, le persone presenti sullo schermo sbattevano le palpebre con una regolarità quasi da metronomo: una volta ogni tre secondi. Nella condizione di controllo, invece, guardavano davanti a sé senza battere le palpebre. Un’esperienza che, per gli esseri umani coinvolti nelle registrazioni, dev’essere stata a metà strada tra un esperimento di etologia e una gara molto seria a “chi ride perde”.

Le sessioni dei cani sono state registrate e i ricercatori hanno analizzato le loro espressioni facciali con un sistema specifico, contando i movimenti delle palpebre fotogramma per fotogramma. L’obiettivo era eliminare, per quanto possibile, altri segnali che normalmente accompagnano un’interazione dal vivo: parole, movimenti del corpo, contatto fisico e comportamenti involontari della persona osservata.

Il risultato principale è netto: i cani mostravano una frequenza di battito di palpebra più elevata mentre guardavano i filmati nei quali gli esseri umani sbattevano le palpebre. Nei video di controllo, quelli con gli occhi mantenuti aperti, la frequenza diminuiva.

Ma non finisce qui. La familiarità con la persona osservata faceva la differenza: i cani sbattevano più frequentemente le palpebre davanti al proprio proprietario rispetto agli sconosciuti. L’analisi riportata dalla ricerca segnala inoltre i valori più elevati quando i cani guardavano proprietarie donne rispetto agli esseri umani sconosciuti.

Il dato si inserisce in una linea di ricerca che il gruppo di Parma porta avanti da tempo sulla comunicazione e sulle espressioni facciali del cane domestico. Nel 2025 Chiara Canori, Tiziana Travain, Giada Pedretti, Rebecca Fontani e Paola Valsecchi avevano pubblicato, sempre su Royal Society Open Science, If you blink at me, I’ll blink back. Domestic dogs’ feedback to conspecific visual cues, uno studio dedicato alla risposta dei cani al battito di palpebra di altri cani. La nuova ricerca estende quindi l’indagine alla relazione tra cane ed essere umano.

Il cane non ti sta facendo l’occhiolino: cosa suggerisce davvero lo studio sul battito di palpebra

A questo punto arriva la domanda inevitabile: i cani stavano semplicemente imitando la persona sullo schermo?

Non proprio, o almeno lo studio non permette di affermarlo.

Se ci fosse stata una vera sincronizzazione immediata, ci si sarebbe aspettati che il cane sbattesse le palpebre poco dopo aver visto il movimento umano. I ricercatori hanno quindi verificato se aumentasse la probabilità di un battito canino entro 1,5 secondi da quello della persona osservata.

Non è emersa una differenza significativa. Il cane, in altre parole, aumentava complessivamente la propria frequenza di battito davanti agli esseri umani che sbattevano le palpebre, ma non sembrava replicare puntualmente ogni singolo movimento. Nessun “tu sbatti, io sbatto” perfettamente sincronizzato come due ballerini di Broadway con quattro zampe in più.

Per questo gli autori mantengono aperte diverse interpretazioni. L’aumento potrebbe essere collegato a una maggiore attenzione, a forme di mimetismo automatico oppure a processi sociali più generali. La familiarità sembra avere un peso, perché la frequenza cresceva davanti al proprietario, ma sarebbe scorretto saltare direttamente alla conclusione che il cane utilizzi intenzionalmente le palpebre per “parlare” con il proprio umano.

Il confine è importante. La condizione sperimentale è stata manipolata dai ricercatori, quindi lo studio fornisce evidenze sul fatto che vedere una persona sbattere le palpebre può modificare la frequenza del battito di palpebra nel cane. Non dimostra invece quale processo mentale produca quella risposta, né che l’animale la utilizzi volontariamente come segnale comunicativo.

Gli stessi ricercatori sostengono più prudentemente che il battito di palpebra potrebbe avere un ruolo nel repertorio comportamentale dei cani all’interno dei contesti sociali. Ed è forse questa la parte più interessante: dopo millenni trascorsi a condividere case, lavori, passeggiate, letti occupati abusivamente in diagonale e pezzi di prosciutto ceduti sotto ricatto emotivo, continuiamo a scoprire che una parte della comunicazione tra esseri umani e cani potrebbe passare anche attraverso segnali minuscoli, quasi invisibili.

Il battito di palpebra nei cani non è quindi, almeno per ora, un alfabeto segreto. Lo studio dell’Università di Parma suggerisce però che non sia neppure soltanto un riflesso fisiologico da ignorare: può cambiare in base al comportamento visivo dell’essere umano e alla familiarità che il cane ha con quella persona.

Quindi no, non è ancora il caso di passare la serata davanti al cane sbattendo freneticamente le palpebre nella speranza di ottenere una dichiarazione d’amore interspecifica. Probabilmente vi guarderebbe come fanno i cani quando noi umani ci comportiamo in modo incomprensibile: con una pazienza che, a ben vedere, meriterebbe uno studio tutto suo.

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