Perché il gatto si siede sempre sulle tue cose? No, non sta progettando di rovinarti la giornata
- I gatti possono scegliere vestiti, cuscini e altri oggetti personali perché conservano odori familiari che contribuiscono a rendere rassicurante l’ambiente
- Computer e tastiere attirano i felini anche per il calore, mentre scatole e superfici delimitate possono offrire riparo e comfort
- Uno studio del 2025 ha dimostrato che i gatti distinguono attraverso l’olfatto l’odore del proprietario da quello di una persona sconosciuta
- Una ricerca del 2021 ha osservato che alcuni gatti si siedono persino all’interno di quadrati illusori, percependo contorni che non esistono fisicamente
- Occupare il computer può diventare un comportamento appreso quando il gatto riceve attenzioni, mentre cucce vicine e confortevoli possono offrire un’alternativa
Hai appena acceso il computer, devi finire un lavoro e il gatto decide che la tastiera è il luogo ideale per schiacciare un pisolino. Oppure hai piegato con cura una pila di vestiti puliti e lui ci si accomoda sopra, distribuendo peli con una precisione che farebbe invidia a un macchinario industriale. Perché i gatti si siedono sempre sulle nostre cose, possibilmente proprio quando ne abbiamo bisogno?
Le spiegazioni sono diverse e riguardano soprattutto odori familiari, temperatura, caratteristiche degli oggetti e interazioni con le persone. Il gatto potrebbe cercare un posto rassicurante, una superficie calda oppure aver imparato che piazzarsi tra noi e il computer garantisce un’immediata dose di attenzioni. Difficile biasimarlo: se per ottenere qualcosa bastasse sedersi sulla tastiera del proprio capo, probabilmente saremmo tutti tentati.
C’è però una distinzione importante. Questi comportamenti sono compatibili con ciò che sappiamo dell’etologia felina, ma non esiste uno studio che abbia dimostrato una spiegazione unica per tutti i gatti che occupano libri, borse e computer. E, soprattutto, interpretare ogni interruzione come un dispetto significa attribuire all’animale intenzioni umane che non possiamo verificare.
Il gatto riconosce il tuo odore
Per noi una maglietta lasciata sul letto è semplicemente una maglietta. Per un gatto contiene una quantità di informazioni che il nostro naso faticherebbe perfino a immaginare. Gli odori hanno un ruolo fondamentale nel modo in cui i felini riconoscono ciò che li circonda, comunicano e costruiscono familiarità con l’ambiente.
Uno studio pubblicato su PLOS One ha esaminato la capacità dei gatti domestici di distinguere attraverso l’olfatto una persona conosciuta da una sconosciuta. Gli animali venivano esposti a campioni odorosi provenienti dal proprietario, da uno sconosciuto e a un controllo privo di odore umano.
I ricercatori hanno osservato che i gatti annusavano più a lungo l’odore della persona sconosciuta rispetto a quello del proprietario. Un risultato coerente con la capacità di distinguere odori umani familiari e nuovi, anche se lo studio non dimostra che un gatto scelga di dormire su una felpa proprio per cercare il suo umano.
La familiarità olfattiva, del resto, è considerata importante anche dalle linee guida dell’American Association of Feline Practitioners e dell’International Society of Feline Medicine, pubblicate sul Journal of Feline Medicine and Surgery.
Gli specialisti spiegano che i gatti utilizzano segnali odorosi e marcature prodotte sfregando muso e corpo contro gli oggetti per rendere riconoscibile il proprio ambiente. Per questo raccomandano di preservare, quando possibile, la continuità degli odori familiari, anche lavando le cucce a rotazione.
Il nostro maglione potrebbe quindi offrire al gatto una combinazione particolarmente interessante: morbidezza, familiarità e un odore conosciuto. Se poi è quello appena lavato e accuratamente piegato, il risultato per noi cambia parecchio. Per lui, probabilmente, molto meno.
Non tutti gli oggetti, però, attirano il gatto per gli stessi motivi.
Un computer acceso produce calore, un cuscino conserva temporaneamente quello del nostro corpo e una borsa aperta può offrire una superficie delimitata nella quale sistemarsi. Una scatola, invece, mette a disposizione pareti e riparo. Tutte caratteristiche che possono influenzare la scelta di un luogo di riposo.
Insomma, potremmo aver comprato una cuccia imbottita e morbidissima, magari spendendo una cifra che preferiremmo dimenticare, per scoprire che il gatto considera molto più interessante il cartone dell’imballaggio. Almeno l’acquisto è servito a qualcosa.
Dai quadrati immaginari al computer occupato: perché il gatto sceglie proprio il posto che interessa a te
La passione dei gatti per gli spazi delimitati è talmente conosciuta da essere diventata un fenomeno di Internet. Basta disegnare un quadrato sul pavimento per trovare qualche micio disposto a sedercisi dentro, come se qualcuno gli avesse appena assegnato un posto numerato.
Nel 2021, le ricercatrici Gabriella E. Smith e Sarah-Elizabeth Byosiere, insieme allo psicologo Philippe A. Chouinard, hanno pubblicato sulla rivista Applied Animal Behaviour Science uno studio intitolato If I fits I sits, dedicato proprio a questa curiosa abitudine.
Durante la pandemia, oltre 500 proprietari di gatti sono stati coinvolti in un esperimento da svolgere a casa. Dovevano predisporre sul pavimento diverse configurazioni geometriche, tra cui quadrati reali e figure capaci di produrre l’illusione ottica del quadrato di Kanizsa, una forma che il cervello percepisce anche senza un contorno completo.
Soltanto 30 proprietari hanno completato tutte le prove previste e, tra questi, nove gatti hanno scelto almeno una delle figure secondo i criteri stabiliti dai ricercatori: entrare con tutte le zampe nel perimetro e rimanervi per almeno tre secondi.
Gli animali che hanno effettuato una scelta si sono sistemati nei quadrati illusori con una frequenza paragonabile a quella registrata per i quadrati reali, preferendoli alle configurazioni di controllo.
Il risultato suggerisce che alcuni gatti possano percepire determinati contorni illusori in modo simile a quelli effettivamente disegnati. Il campione finale era però molto piccolo e gli stessi autori raccomandano ulteriori esperimenti in condizioni controllate.
Ecco perché un foglio appoggiato sul pavimento può risultare interessante anche senza particolari odori o fonti di calore: una superficie nuova e visivamente delimitata potrebbe attirare l’attenzione del gatto. Lo studio sui quadrati, comunque, non ha verificato direttamente questa specifica preferenza per i fogli.
Quando il gatto vuole anche le tue attenzioni
C’è poi la questione del computer. Il gatto potrebbe apprezzare il suo calore, certo, ma qualche volta sembra interessato soprattutto alla persona che lo sta utilizzando.
Se ogni volta che sale sulla tastiera interrompiamo quello che stiamo facendo, gli parliamo, lo accarezziamo oppure lo prendiamo in braccio, il nostro comportamento può diventare una conseguenza interessante per lui.
È un possibile meccanismo di apprendimento attraverso il rinforzo: un’azione che produce un risultato gradito tende a essere ripetuta. Non significa che ogni gatto stia cercando deliberatamente di distrarci. Se però riceve attenzioni ogni volta che occupa il computer, potrebbe aver trovato un sistema piuttosto efficace per ottenerle.
E poi c’è il legame affettivo, quello che spesso tendiamo a sottovalutare perché abbiamo ancora in testa l’immagine del gatto indipendente, distaccato e interessato esclusivamente al contenuto della ciotola.
Una ricerca dell’Oregon State University, pubblicata su Current Biology, ha esaminato il rapporto di attaccamento tra gatti domestici e persone di riferimento attraverso una procedura che prevedeva brevi separazioni e ricongiungimenti.
I ricercatori hanno trovato evidenze di differenti stili di attaccamento nei gatti, compreso quello sicuro, nel quale la persona di riferimento può rappresentare una fonte di rassicurazione.
Questa ricerca non prova che dormire sul nostro maglione sia una dichiarazione d’amore. Mostra però che la relazione sociale con gli esseri umani può essere importante anche per i felini, con buona pace di chi continua a considerarli incapaci di affezionarsi.
Alcuni gatti ricercano il contatto fisico, altri preferiscono restare nelle vicinanze senza essere toccati. Altri ancora sembrano ritenere che dormire sopra il nostro computer sia una forma perfettamente accettabile di convivenza.
Come evitare che il gatto occupi sempre il computer
Se la convivenza con un piccolo occupante abusivo della tastiera comincia a compromettere il lavoro, possiamo offrirgli alternative altrettanto interessanti.
Le indicazioni pratiche delle associazioni veterinarie AAFP e ISFM raccomandano di predisporre luoghi di riposo sicuri, confortevoli e facilmente accessibili, rispettando le preferenze individuali dell’animale.
Una cuccia morbida vicino alla scrivania, una copertina familiare o un posto tranquillo dal quale osservare ciò che facciamo possono funzionare meglio di un continuo braccio di ferro con il gatto. Possiamo inoltre premiare con attenzioni e carezze, quando gradite, la scelta di sistemarsi nel posto alternativo.
Se il comportamento compare improvvisamente ed è accompagnato da agitazione, cambiamenti nell’appetito, vocalizzazioni insolite o difficoltà a riposare, è opportuno parlarne con il veterinario, per escludere eventuali problemi di salute o situazioni di stress.
Negli altri casi, un gatto che dorme sulla nostra felpa potrebbe semplicemente aver trovato una superficie piacevole, familiare e rassicurante. Oppure aver capito che da quella tastiera passano molte delle nostre attenzioni.
Noi possiamo continuare a spiegargli che dobbiamo lavorare. Lui, nel frattempo, ha già occupato il tasto Invio.

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Questo articolo è stato verificato con:
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