Arriva Schnoz, il chip sensoriale che riconosce la freschezza degli alimenti meglio degli umani
- Un team dell’Università della California a Berkeley ha sviluppato Schnoz, un naso elettronico basato sull’intelligenza artificiale per l’analisi dei cibi
- Il minuscolo chip integra 16 sensori gassosi che convertono le interazioni chimiche molecolari in precisi segnali elettrici digitali
- Il system sfrutta nanotubi di carbonio per operare a temperatura ambiente, permettendo l’applicazione di pellicole sensibili come i polimeri
- Attraverso l’apprendimento automatico il dispositivo riconosce cibi freschi o alterati da ore e individua minime tracce di allergeni come noci e arachidi
- I ricercatori hanno creato un prototipo portatile collegabile ad app per iPhone, ipotizzando future applicazioni nei frigoriferi intelligenti
L’incubo di ingerire un alimento andato a male potrebbe presto diventare un vecchio ricordo grazie alla tecnologia d’avanguardia. Uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances ha svelato il funzionamento di Schnoz, un innovativo naso elettronico sviluppato da un team di scienziati dell’Università della California a Berkeley. Questo minuscolo microchip, guidato dall’autrice principale Carla Bassil, si comporta come una complessa griglia di papille gustative digitali. Il congegno è in grado di percepire l’esatta impronta gassosa emanata dagli alimenti, superando di gran lunga i limiti biologici e la soggettività dell’olfatto umano.
Il cuore pulsante del dispositivo è costituito da una micro-fazione di 16 sensori di gas indipendenti, ognuno dei quali risponde in modo univoco alle differenti molecole chimiche sospese nell’aria. Ciascun elemento cattura i flussi gassosi attraverso una specifica pellicola reattiva, traducendo in tempo reale le interazioni chimiche in puliti impulsi elettrici. Sebbene i primi prototipi industriali risalgano agli anni ’80, l’integrazione di così tante membrane su un unico supporto ha richiesto decenni di perfezionamento prima di trovare una quadra tecnica applicabile alla conservazione alimentare.
Dalla tecnologia dei nanotubi di carbonio alle future notifiche inviate dal frigorifero
La vera svolta ingegneristica è legata all’utilizzo di sottilissimi nanotubi di carbonio come conduttori, impiegati al posto dei tradizionali ossidi metallici. Questi strati microscopici vantano uno spessore da cinquanta a centomila volte inferiore rispetto a un capello umano, garantendo un’altissima sensibilità analitica. La caratteristica cruciale risiede nella capacità di operare interamente a temperatura ambiente, evitando i surriscaldamenti dei vecchi modelli. Questa flessibilità termica consente di adoperare una vasta gamma di pellicole molecolari sensibili, inclusi i polimeri che si degraderebbero ad alte temperature, semplificando la produzione tramite drop casting.
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L’apprendimento automatico ha permesso di addestrare l’intelligenza artificiale su profili odorosi di uova, latte e pollo crudo, sia freschi sia alterati da 24 o 48 ore. Il software riconosce anche frutti come fragole, mirtilli e banane, oltre a scovare minime tracce di allergeni pericolosi come noci, nocciole, anacardi e arachidi. La sensibilità è tale da isolare appena 0,05 grammi di noce, sebbene resti da testare l’efficacia in contesti complessi come i frigoriferi condominiali o le torte farcite. Attualmente integrato in un prototipo portatile per iPhone, lo strumento si candida a rivoluzionare i futuri elettrodomestici intelligenti inviando messaggi per segnalare la scadenza dei broccoli.

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- https://www.greenme.it/scienza-e-tecnologia/innovazioni-e-green-tech/naso-elettronico-intelligenza-artificiale-alimenti-allergeni/
- https://news.berkeley.edu/2026/06/17/the-nose-knows-electric-schnoz-can-smell-when-your-foods-gone-bad/
- https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.aec7965
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