Italiani, popolo di mammoni e bamboccioni: lasciamo la casa dei genitori a 30,2 anni (e non solo per comodità)

Commenti Memorabili CM

Italiani, popolo di mammoni e bamboccioni: lasciamo la casa dei genitori a 30,2 anni (e non solo per comodità)

| 10/10/2026
Fonte: Facebook

La penisola si conferma il regno indiscusso dei fuorisede a chilometro zero, dove i giovani restano a vivere con mamma e papà ben oltre i trent’anni

  • In Italia l’età media per lasciare la casa dei genitori nel 2025 è salita a 30,2 anni posizionandosi quasi quattro anni sopra la media Ue fissata a 26,3 anni
  • Secondo i dati Istat il 69,4% degli under 35 vive ancora con la famiglia d’origine con un netto aumento rispetto al 61,4% registrato nel 2012
  • Il tasso di occupazione dei giovani tra 20 e 29 anni è il più basso dell’Unione europea fermandosi al 47,6% a fronte di una media comunitaria del 65,5%
  • Il confronto con i Paesi del Nord Europa evidenzia distanze abissali con la Finlandia e la Danimarca dove i giovani diventano autonomi prima dei 23 anni
  • Le differenze territoriali interne vedono il Mezzogiorno toccare il 71,5% di giovani conviventi con i genitori rispetto al 64,3% registrato nelle regioni del Nord

I dati diffusi da Eurostat confermano un’abitudine tutta italiana che resiste stoicamente al passare del tempo, trasformando i trentenni locali in affezionati inquilini della stanza d’infanzia. Nel 2025 l’età media in cui gli italiani salutano definitivamente il nucleo familiare d’origine ha toccato quota 30,2 anni, segnando un impercettibile ma costante aumento rispetto ai 30,1 anni registrati nell’anno precedente.

Questo valore disintegra letteralmente la media dell’Unione europea, che si ferma a quota 26,3 anni, posizionando la penisola sul podio dei Paesi più casalinghi del continente insieme a Croazia, Grecia e Spagna. L’indagine completata dall’Istat rincara la dose rivelando che quasi sette under 35 su dieci, pari al 69,4% dei giovani tra i 18 e i 34 anni, continuano a dividere il tetto con i genitori. Una percentuale in netta crescita se confrontata con il 61,4% del 2012, a dimostrazione che il distacco sta diventando un lusso per pochi.

Il deserto del lavoro giovanile e il freddo modello scandinavo

Dietro la proverbiale riluttanza a fare le valigie si nasconde un mercato del lavoro che fa acqua da tutte le parti, come dimostra il tasso di occupazione dei giovani tra i 20 e i 29 anni fermo al 47,6% nel 2025. Si tratta della maglia nera dell’intera Unione europea, dove la media si attesta ben più in alto al 65,5%, tracciando un legame evidente con la stabilità economica necessaria per pagare un affitto o accendere un mutuo.

Leggi anche: I giovani italiani sono tra i più mammoni in Europa: lasciano casa a 30 anni

Il divario con il resto d’Europa diventa impietoso guardando al Nord, dove in Finlandia e Danimarca i ragazzi tagliano il cordone ombelicale rispettivamente a 21,4 e 21,8 anni, superando i nostri ritmi di oltre otto anni. Anche all’interno dello stivale le differenze geografiche pesano non poco, con il Mezzogiorno che registra il 71,5% di coabitazione giovanile contro il 64,3% del Nord, confermando che la tanto agognata indipendenza adulta è un traguardo a ostacoli.

logo-img
La redazione di commentimemorabili.it si impegna contro la divulgazione di fake news. La veridicità delle informazioni riportate su commentimemorabili.it viene preventivamente verificata tramite la consultazione di altre fonti.
Questo articolo è stato verificato con:
Chiedi la correzione di questo articoloValuta il titolo di questa notizia
Copyright © 2018 - Commenti Memorabili srl
P. IVA 11414940012

digitrend developed by Digitrend