Le donne italiane detengono il primato come maggiori bevitrici di birra.

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Che gli italiani fossero un popolo di bevitori era ormai noto, ma la sorpresa arriva dalle donne: si sono assicurate un memorabile primato come maggiori bevitrici di birra, secondo una ricerca fatta da AssoBirra.

I tempi cambiano, e lo fanno più velocemente del previsto. Le donne hanno visto un aumento del consumo di alcol nell’ultimo decennio, frutto probabilmente dell’emancipazione e dell’evoluzione della società. Come diceva un detto: “Una volta le donne cucinavano come la madre, oggi bevono come il padre“. Tutto questo su una linea generale, perché l’argomento principale è il consumo di birra. E sembra proprio che le donne italiane siano riuscite ad accaparrarsi una buone dose di memorabilità per quanto riguarda proprio il consumo di essa.

Secondo una ricerca di AssoBirra, fatta su 11 paesi, circa il 60% di loro dichiara di consumare la nota bevanda alcolica e 1 su 4 ammette di preferirla ai vini buoni ed economici. La notizia positiva è che lo consumano in modo moderato: secondo uno studio Astra/AssoBirra, il 70% delle bevitrici di birra lo fa appena 1 volta al mese, in piccole quantità; l’80% beve solo la chiara da 0,33 cl (e durante i pranzi in compagnia), il 76% a cena con gli amici in pizzeria. Praticamente non come gli uomini, che sotto il terzo litro in caraffa per sera non la considerano nemmeno una bevuta degna di essere chiamata tale.

Il presidente di AssoBirra spiega la situazione:

Negli anni Ottantatrovare una ragazza che bevesse un bicchiere di lager senza storcere la bocca era un’impresa quasi impossibile. Allora, 3 donne su 4 la consideravano una bevanda di nessun interesse, decisamente lontana dal loro gusto. Oggi i numeri ci dicono, senza equivoci, che più della metà delle nostre connazionali ormai la bevono, conoscono e apprezzano, contro il 25% appena degli anni Ottanta, anche per il venir meno di antichi pregiudizi, come l’errata convinzione che la birra gonfi o ingrassi. Oggi la birra sta lentamente prendendo il posto del vino soprattutto per le under 35, a differenza di quanto accade nei Paesi nordici di tradizione birraria, dove è il vino che sta guadagnando terreno.”

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