Anche mezz’ora in meno sui social fa bene al cervello: lo studio

Commenti Memorabili CM

Anche mezz’ora in meno sui social fa bene al cervello: lo studio

| 15/02/2026
Fonte: Pexels

Non serve sparire dai social: anche piccoli tagli migliorano sonno e umore

  • Ridurre l’uso dei social senza eliminarli porta benefici misurabili
  • Bastano 30 minuti al giorno in meno per migliorare benessere mentale
  • Ansia, depressione e insonnia diminuiscono in modo significativo
  • Il sonno e le notifiche sono i primi punti su cui intervenire
  • L’esempio degli adulti conta più dei divieti rigidi

 

Passiamo ore sui social quasi senza accorgercene, con la sensazione di essere sempre stanchi e mai davvero riposati. L’idea di mollare tutto di colpo però funziona poco: dura qualche giorno e poi si torna a scorrere come prima. Un nuovo studio suggerisce una strada più realistica e decisamente meno punitiva.

Secondo i ricercatori, non serve eliminare i social network per vedere miglioramenti concreti nel benessere mentale. Basta ridurre l’uso quotidiano e farlo in modo mirato. Anche un piccolo cambiamento, se costante, può aiutare il cervello a recuperare.

Lo studio e chi è stato coinvolto

La ricerca è stata guidata da Joseph Firth dell’Università di Manchester e ha unito competenze diverse, dalla salute mentale alla sanità pubblica. Un punto centrale è stato ascoltare direttamente i giovani, non solo analizzare statistiche.

Lo studio ha coinvolto 373 giovani tra i 18 e i 24 anni. Per due settimane hanno usato i social come sempre, mentre i ricercatori raccoglievano dati reali dagli smartphone su utilizzo, attività fisica e sonno. Nella settimana successiva è stato proposto un detox leggero, accettato da circa l’80% dei partecipanti.

Ridurre senza sparire

Il detox non prevedeva una fuga digitale. Chi prima passava circa due ore al giorno sui social ha semplicemente ridotto l’uso a 30 minuti quotidiani. Nessun divieto totale, nessuna rinuncia forzata. I risultati sono stati chiari: ansia in calo del 16%, sintomi depressivi ridotti del 24% e disturbi del sonno diminuiti del 14,5%. Secondo i ricercatori, si tratta di effetti clinicamente rilevanti, non solo percezioni soggettive.

Il problema non è solo il tempo davanti allo schermo, ma ciò che quel tempo sostituisce. Ogni mezz’ora di scrolling automatico è mezz’ora sottratta al riposo, al movimento o alle relazioni. Gli esperti parlano di “calorie vuote” dell’attenzione: riempiono il tempo ma non nutrono il cervello. Uno dei punti più critici è la sera. Usare lo smartphone prima di dormire interferisce con il riposo. Togliere il telefono dal comodino o limitarne l’uso nell’ultima ora aiuta il cervello a rallentare e migliora la qualità del sonno.

Leggi anche: Pensare di essere dipendente da Instagram rende più difficile smettere di usarlo

Notifiche e ruolo degli adulti

Le notifiche continue alimentano l’uso compulsivo. Secondo lo studio, è più efficace limitare le notifiche davvero importanti usando strumenti come “Non disturbare”, invece di affidarsi a promemoria sul tempo di utilizzo che spesso ignoriamo. Per chi ha figli, il messaggio è chiaro: meno divieti e più esempio. Le abitudini digitali degli adulti influenzano direttamente quelle dei giovani. Condividere momenti senza tecnologia migliora il clima familiare e fa bene a tutti. Lo studio, pubblicato su World Psychiatry, mostra che non serve sparire dai social. A volte, fare mezzo passo indietro è già sufficiente.

logo-img
La redazione di commentimemorabili.it si impegna contro la divulgazione di fake news. La veridicità delle informazioni riportate su commentimemorabili.it viene preventivamente verificata tramite la consultazione di altre fonti.
Questo articolo è stato verificato con:
Chiedi la correzione di questo articoloValuta il titolo di questa notizia
Copyright © 2018 - Commenti Memorabili srl
P. IVA 11414940012

digitrend developed by Digitrend