Il multitasking con l’avanzare dell’età diventa dannoso per la salute

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Il multitasking con l’avanzare dell’età diventa dannoso per la salute

| 06/01/2024
Fonte: Pixabay

Più attività svolte insieme comportano stanchezza e stress eccessivi e risultano difficoltose soprattutto negli anziani

  • Fare due o più cose contemporaneamente non è sempre produttivo o sicuro come concentrarsi su una cosa alla volta
  • A livello cerebrale due attività eseguite contemporaneamente spesso competono per percorsi neurali comuni, come due flussi di traffico che si intersecano su una strada
  • In età avanzata il cervello commette più errori durante compiti multitasking
  • Fare più cose insieme può indebolire le nostre riserve e creare stress
  • Se il multitasking viene eseguito ripetutamente per lunghi periodi, può comportare una grande stanchezza

 

Troppe attività da svolgere ogni giorno e il poco tempo a disposizione portano a sviluppare abilità di multitasking che riescono a farci fare più cose insieme. Rispondiamo alle e-mail mentre guardiamo la Tv, facciamo la lista della spesa durante una riunione, ascoltiamo un podcast mentre laviamo i piatti. Cerchiamo di dividere la nostra attenzione innumerevoli volte al giorno quando ci destreggiamo tra compiti banali e importanti.

Il multitasking non è sempre produttivo

Ma fare due cose contemporaneamente non è sempre produttivo o sicuro quanto concentrarsi su una cosa alla volta. L’aspetto negativo del multitasking è che quando entrambi i compiti che svolgiamo diventano complessi o richiedono molta energia, come guidare un’auto mentre si parla al telefono, le nostre prestazioni spesso diminuiscono su uno o su entrambi.

A livello cerebrale due attività eseguite contemporaneamente competono per percorsi neurali comuni, come due flussi di traffico che si intersecano su una strada. In particolare, i centri di pianificazione del cervello nella corteccia frontale sono necessari sia per compiti motori che cognitivi. Più compiti si basano sullo stesso sistema sensoriale, maggiore è l’interferenza. Questo è il motivo per cui il multitasking, come parlare al telefono mentre si guida, può essere rischioso. Ci vuole più tempo per reagire a eventi critici, come un’auto che frena improvvisamente, e c’è un rischio maggiore di perdere segnali importanti, come un semaforo rosso. Più la conversazione telefonica è impegnativa, maggiore è il rischio di incidenti, anche quando si parla a mani libere. Sia la capacità cerebrale che l’esperienza conferiscono agli adulti una maggiore capacità di multitasking rispetto ai bambini.

La capacità del multitasking si riduce negli anziani

Ad esempio se inizi a pensare a un problema, cammini più lentamente e talvolta ti fermi se sei immerso nei pensieri. La capacità di camminare e pensare allo stesso tempo migliora durante l’infanzia e l’adolescenza, così come altri tipi di multitasking. Quando si cammina, si impiega molto più tempo per completare un percorso se questo comporta anche uno sforzo cognitivo.

In età avanzata il cervello commette più errori durante compiti multitasking. Nel test di camminare ed elaborare un compito mentale, gli anziani hanno passi più lenti e movimenti meno fluidi rispetto ai giovani. Tendono infatti ad utilizzare maggiormente la corteccia prefrontale quando camminano e, soprattutto, quando svolgono più attività contemporaneamente. Ciò crea più interferenze quando le stesse reti cerebrali vengono coinvolte anche per eseguire un compito cognitivo.

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Spesso trascuriamo i costi emotivi ed energetici del multitasking quando abbiamo poco tempo. In molti ambiti della vita, come casa, lavoro e scuola, pensiamo che ci farà risparmiare tempo ed energia. Ma la realtà può essere diversa, poiché fare più cose insieme può indebolire le nostre riserve e creare stress, aumentando i nostri livelli di cortisolo. Se il multitasking viene eseguito ripetutamente per lunghi periodi, può comportare una grande stanchezza.

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