Neanderthal: estinti o semplicemente… assorbiti? La risposta che non ti aspetti
- Un nuovo modello matematico suggerisce che i Neanderthal non si estinsero davvero, ma vennero assorbiti geneticamente da Homo sapiens
- L’incrocio tra le due popolazioni potrebbe aver portato alla quasi totale diluizione genetica dei Neanderthal in 10.000-30.000 anni
- Il modello considera differenze di natalità e dimensioni tribali, mostrando come piccoli gruppi neanderthaliani potessero essere inglobati da popolazioni più grandi
- Le evidenze archeologiche recenti indicano una scomparsa graduale dei Neanderthal e la presenza di più ondate migratorie di sapiens in Europa
- Oggi gli esseri umani non africani possiedono ancora l’1-4 percento di DNA neanderthaliano, prova che la linea non è scomparsa del tutto
Il dibattito sulla scomparsa dei Neanderthal è sempre stato un classico della paleoantropologia, un po’ come discutere se il mammut fosse più elegante invernale o primaverile. Ma una nuova analisi matematica propone uno scenario meno drammatico del previsto: i Neanderthal potrebbero non essersi mai estinti sul serio. Secondo i ricercatori, sarebbero stati lentamente inglobati da una popolazione più numerosa e vivace, cioè Homo sapiens. Insomma, più che una tragedia evolutiva, una lunga convivenza finita in fusione genetica.
Il modello, elaborato da Andrea Amadei e colleghi, ipotizza che i contatti tra le due popolazioni siano stati sufficientemente frequenti da portare a una progressiva diluizione del patrimonio genetico neanderthaliano. Si parla di un processo durato tra 10.000 e 30.000 anni, praticamente un’intera saga familiare preistorica, fatta di incontri, scambi culturali e, evidentemente, una certa affinità personale.
Migrazioni e mescolanze: un continente in movimento
I ricercatori spiegano che, anche assumendo che i geni neanderthaliani non portassero particolari vantaggi, l’effetto della semplice dinamica demografica sarebbe bastato a spingere i Neanderthal verso l’assorbimento. I sapiens avevano tassi di natalità più elevati e comunità più numerose, caratteristiche che, se mescolate a un certo entusiasmo relazionale, potevano facilmente cambiare il panorama genetico europeo.
Il tutto è coerente con le scoperte archeologiche degli ultimi anni, che mostrano una scomparsa graduale dei Neanderthal e non un’uscita di scena drammatica. Inoltre, le migrazioni umane fuori dall’Africa sembrano essere iniziate molto prima del previsto, con più ondate che hanno raggiunto l’Europa nell’arco di centinaia di migliaia di anni.
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Cugini, vicini e… antenati: quello che ci portiamo dentro
Secondo alcune interpretazioni, Neanderthal e sapiens potrebbero non essere considerati nemmeno specie completamente distinte, ma popolazioni di un’unica grande famiglia umana. Le due linee condivisero spazi, strumenti, arte e probabilmente più conversazioni di quanto si immagini, dato che i Neanderthal erano tutt’altro che primitivi. E se i loro villaggi e culture non esistono più, il loro lascito vive ancora: oggi qualunque persona non africana porta dentro di sé una piccola percentuale del loro DNA, tra l’1 e il 4 percento. Una prova silenziosa ma chiara che i Neanderthal non sono spariti davvero. Sono semplicemente diventati parte di noi.

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- https://www.sciencealert.com/neanderthals-may-never-have-truly-gone-extinct-study-reveals
- https://www.nature.com/articles/s41598-025-22376-6
- https://art.torvergata.it/handle/2108/438603
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