Non trova lavoro e decide di farsi arrestare: l’assurda storia del giovane che ha scelto la prigione per sopravvivere

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Non trova lavoro e decide di farsi arrestare: l’assurda storia del giovane che ha scelto la prigione per sopravvivere

| 04/04/2026
Fonte: Pexels

Senza casa e senza lavoro, un giovane inscena minacce di bomba pur di finire in carcere

  • Un giovane russo disoccupato decide di farsi arrestare per avere cibo e un tetto
  • Dopo numerosi tentativi falliti di trovare lavoro a Ufa resta senza soldi e senza casa
  • Prima minaccia una bomba in un hotel ma nessuno prende sul serio la sua dichiarazione
  • All’aeroporto inscena una nuova minaccia e viene fermato dalla sicurezza
  • Condannato a tre anni e due mesi in una colonia penale dopo aver ammesso di aver mentito

 

A volte la disperazione porta a scelte davvero insolite. È quello che è successo a Oleg, un giovane della Repubblica di Bashkortostan che, non riuscendo a trovare lavoro né un modo per mantenersi, ha deciso di farsi arrestare volontariamente per poter sopravvivere.

Dopo aver terminato la scuola superiore e aver prestato servizio militare, il ragazzo si era trasferito nella città russa di Ufa nel tentativo di trovare un’occupazione. Tuttavia, dopo numerosi tentativi falliti, si è ritrovato senza denaro, senza una casa e senza prospettive immediate. In quelle condizioni, ha elaborato un piano decisamente fuori dal comune: farsi arrestare così da avere almeno un tetto e del cibo garantito.

La prima minaccia ignorata

Il primo tentativo risale all’estate scorsa. Dopo tre giorni passati a cercare lavoro senza successo, Oleg è entrato in un hotel di Ufa e ha minacciato il personale sostenendo di avere una bomba nello zaino pronta a esplodere. Si è perfino chiuso in una stanza gridando che avrebbe fatto saltare l’edificio.

Il problema è che nessuno lo ha preso sul serio. Non credendo alla minaccia, il personale non ha reagito come il giovane si aspettava. A quel punto Oleg ha cambiato strategia: è uscito dalla stanza, si è lanciato dalla finestra e si è diretto verso l’aeroporto della città per tentare di attirare finalmente l’attenzione delle autorità.

All’aeroporto il piano riesce

Il secondo tentativo è andato decisamente meglio. All’interno del terminal dell’aeroporto di Ufa, Oleg ha alzato lo zaino e ha iniziato a gridare istericamente di avere un ordigno. Ha chiesto esplicitamente l’intervento della polizia e dei negoziatori, invitando tutti a non avvicinarsi. Gli addetti alla sicurezza hanno inizialmente osservato la scena con cautela. Non vedendo fili, detonatori o altri elementi tipici di un esplosivo, hanno deciso di intervenire rapidamente immobilizzando il giovane fino all’arrivo della polizia. Una volta controllato lo zaino, è emerso che non c’era alcuna bomba. Oleg ha ammesso subito di aver inventato tutto apposta per essere arrestato.

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Dopo l’arresto, il giovane è stato sottoposto a una valutazione psichiatrica che ha stabilito che fosse perfettamente lucido e responsabile delle sue azioni. Non si è trattato quindi di un gesto impulsivo o di un momento di confusione, ma di una scelta deliberata. Il tribunale ha stabilito che l’uomo era consapevole che la falsa segnalazione di un attentato avrebbe potuto generare panico e mettere a rischio la sicurezza pubblica. Proprio per questo è stato condannato a tre anni e due mesi in una colonia penale. In modo paradossale, il piano di Oleg ha funzionato esattamente come previsto: ora avrà un tetto sopra la testa e almeno due pasti al giorno.

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