Il problema è che Mauro, in quel momento, aveva ben altro per la testa: doveva prepararsi per andare a una cena con alcuni parenti e, soprattutto, non voleva far tardi. La sua priorità, quindi, era del tutto diversa. Il risultato? Una chat surreale, dove da una parte c’era una riflessione quasi accesa sul sessismo nel linguaggio giornalistico, e dall’altra un susseguirsi di risposte frettolose, sbrigative, e in certi casi del tutto fuori fuoco.
La nostra amica insiste, cerca di spiegarsi, pone domande, si indigna… mentre Mauro risponde in modo sempre più svogliato, infastidito, e a tratti involontariamente comico. Più lei si scalda sull’argomento, più lui sembra cercare una via di fuga, infilando frasi del tipo: “Sì, ok, ma mi sto mettendo le scarpe” o “Ne parliamo dopo, dai, adesso devo uscire”. Fino a un’espressione finale che – come lei stessa scrive – “è da incorniciare”.




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