Ora solare 2026, anche cani e gatti possono accorgersi del cambio: cosa succede alla loro routine

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Ora solare 2026, anche cani e gatti possono accorgersi del cambio: cosa succede alla loro routine

| 30/09/2026
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Ora solare, anche cani e gatti se ne accorgono: la ciotola non sposta le lancette da sola

  • Nel 2026 l’ora solare torna domenica 25 ottobre, quando alle 3 le lancette verranno riportate alle 2
  • Cani e gatti possono accorgersi soprattutto dello spostamento improvviso di pasti, passeggiate, sonno e presenza dei proprietari
  • Entrambe le specie possiedono ritmi circadiani influenzati dalla luce, ma la loro attività si adatta anche alle routine umane
  • Per gli animali molto abitudinari si possono spostare gli orari di circa 10 minuti al giorno anziché imporre subito un’ora di differenza
  • Animali anziani o con disturbi cognitivi possono avere bisogno di un adattamento più lento

 

Domenica 25 ottobre 2026 torna l’ora solare: alle 3 di notte le lancette verranno riportate alle 2. Lo stabilisce il calendario della Commissione europea, quindi no: il 28 ottobre stavolta non succede niente, almeno agli orologi.

Per noi significa soprattutto un’ora in più di sonno. Per il gatto che alle 6:00 pretende la colazione significa invece che qualcuno, durante la notte, ha deciso arbitrariamente di chiudere il ristorante fino alle 7. E nessuno ha avuto la decenza di consultarlo.

Anche cani e gatti possono risentire del cambio dell’ora, sebbene sarebbe esagerato parlare automaticamente di un vero “jet lag” animale. Gli studi disponibili riguardano soprattutto i loro ritmi circadiani, l’attività durante le 24 ore e il rapporto con luce, pasti e routine quotidiane; non abbiamo una montagna di ricerche che abbia sistemato Fido davanti a un orologio la notte del cambio per vedere cosa ne pensa.

Il meccanismo, però, è abbastanza intuitivo. Il sole non porta indietro le lancette: continua a sorgere e tramontare seguendo il normale andamento stagionale. A cambiare bruscamente siamo noi. Anticipiamo o posticipiamo colazione, cena, passeggiata, sveglia, uscita per il lavoro, rientro a casa e momento in cui spegniamo le luci. E i nostri animali domestici, che su queste cose hanno spesso una precisione da impiegato catastale, possono accorgersene.

Perché l’ora solare può scombussolare cani e gatti anche se loro non sanno nulla di lancette, direttive europee e routine umane

Cani e gatti possiedono ritmi biologici regolati anche dall’alternanza tra luce e buio. Questo, però, non significa che vivano seguendo esclusivamente il Sole come minuscoli druidi pelosi: soprattutto negli animali domestici, la presenza umana e gli orari delle attività quotidiane contano parecchio.

Un esempio arriva da uno studio pubblicato nel 2025 su Applied Animal Behaviour Science. I ricercatori hanno seguito per circa tre settimane 12 gatti che vivevano in gruppo nel rifugio AVA di Cuy-Saint-Fiacre, in Francia, utilizzando collari dotati di accelerometri. I gatti risultavano più attivi di giorno rispetto alla notte e mostravano due picchi di attività che coincidevano con gli interventi degli operatori, tra cui pulizia, cure e soprattutto alimentazione.

Il campione è piccolo e riguarda gatti di rifugio, quindi sarebbe un bel salto mortale trasformare quei 12 mici nella Costituzione universale del comportamento felino. Il risultato, però, mostra una cosa interessante: l’attività dei gatti può organizzarsi anche intorno alle routine delle persone che si occupano di loro. La ciotola, ancora una volta, esercita un potere istituzionale notevole.

Anche nei cani luce, attività e sonno si intrecciano. Uno studio pubblicato su Scientific Reports ha analizzato il rapporto tra comportamento diurno e sonno in 13 cani adulti ospitati in ambiente controllato. I ricercatori hanno osservato un riposo concentrato prevalentemente nelle ore notturne e relazioni tra attività quotidiane, caratteristiche ambientali e organizzazione del sonno. Anche in questo caso parliamo di un campione limitato e di condizioni diverse da quelle di un normale appartamento.

Perciò il 25 ottobre potremmo trovarci davanti a scene molto meno misteriose di quanto sembrino. Il cane potrebbe chiedere la passeggiata quando il nostro orologio sostiene che sia ancora presto. Il gatto potrebbe cominciare il consueto sciopero della fame dopo circa quattro minuti di ritardo. Qualcuno potrebbe svegliarsi prima o mostrarsi più insistente all’ora dei pasti.

Dal loro punto di vista, del resto, nulla è cambiato durante la notte. Hanno fame alla stessa distanza temporale dall’ultimo pasto, necessità di uscire dopo lo stesso numero di ore e aspettative costruite su una routine ripetuta magari per mesi. Siamo noi ad aver preso sessanta minuti, piegato il tempo come in Interstellar e preteso che il cane ne fosse immediatamente informato.

Come aiutare cani e gatti con il cambio dell’ora senza trasformare la colazione delle sei in una trattativa sindacale

Per gli animali particolarmente legati agli orari, una soluzione molto semplice è evitare di spostare tutto di sessanta minuti in un colpo solo. La PDSA, organizzazione veterinaria britannica, suggerisce di modificare gradualmente la routine di circa 10 minuti al giorno. Il sistema può essere applicato a pasti, passeggiate, gioco e orario del riposo.

Con il ritorno all’ora solare bisogna progressivamente andare verso il nuovo orario. Se un cane è abituato a uscire alle 7, la mattina del cambio potrebbe aver bisogno di fare i suoi bisogni quando il nuovo orologio segna ancora le 6. Costringerlo ad aspettare un’ora soltanto perché Bruxelles e il nostro smartphone si sono messi d’accordo potrebbe produrre conseguenze molto concrete sul pavimento.

La PDSA consiglia infatti, almeno il primo giorno, di rispettare per quanto possibile il vecchio intervallo e poi spostare gradualmente la routine di 10 minuti alla volta. Lo stesso sistema può essere usato la sera e per l’alimentazione. Dopo alcuni giorni si arriva al nuovo orario senza pretendere dall’animale un corso accelerato di cronologia europea.

Per molti cani e gatti, comunque, il cambio passerà quasi inosservato. Altri potrebbero protestare un po’ e adattarsi rapidamente. Maggiore cautela può servire con gli animali anziani, soprattutto se presentano disturbi cognitivi: secondo la PDSA, possono avere più difficoltà ad affrontare variazioni improvvise della routine e beneficiare di passaggi ancora più graduali. Se disorientamento, agitazione o altri cambiamenti del comportamento persistono, conviene parlarne con il veterinario.

C’è infine una conseguenza dell’ora solare che non richiede alcuno studio sul comportamento animale: la sera farà buio prima secondo i nostri orologi. Molte passeggiate con il cane finiranno quindi nelle ore di oscurità e anche le abitudini dei gatti che hanno accesso all’esterno possono cambiare. Per chi esce con il cane diventano più importanti visibilità, guinzaglio e attenzione al traffico; per i gatti abituati a stare fuori può essere utile rivedere gli orari di rientro.

Computer e smartphone, il 25 ottobre, faranno tutto da soli. Il forno probabilmente no, perché il forno ha scelto la via dell’anarchia temporale già molti anni fa. Cani e gatti seguiranno invece il loro sistema: luce, fame, sonno, abitudini e quell’essere umano che inspiegabilmente ha deciso di servire la colazione un’ora dopo.

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