Perché la cotta ci manda in tilt: colpa del cervello, non di lui (o lei)

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Perché la cotta ci manda in tilt: colpa del cervello, non di lui (o lei)

| 06/01/2026
Fonte: Pexels

Cosa succede nel nostro cervello quando prendiamo una cotta?

  • Le cotte scatenano reazioni fisiche come stomaco chiuso e cuore accelerato
  • Sui social molti utenti raccontano in modo ironico comportamenti impulsivi legati all’infatuazione
  • Dopamina, ossitocina e adrenalina creano un mix che amplifica emozioni e ansia
  • I social rendono la cotta più ossessiva, alimentando l’illusione di controllo
  • Gli psicologi suggeriscono di usare l’infatuazione per capire meglio i propri bisogni relazionali

 

A volte basta che la persona che ci piace entri in una stanza per trasformarci in protagonisti di una sit-com di cui non avevamo chiesto la parte. Lo stomaco si restringe, il cuore accelera e l’unica frase che riusciamo a formulare interiormente è qualcosa come: “Aiuto”. Sui social questo teatro emotivo viene raccontato in modo ancora più colorito. C’è chi ammette di aver consultato una strega online, chi cambia strada pur di passare davanti al locale preferito del proprio interesse amoroso e chi, come la tiktoker Chiara King, confessa di amare la fase in cui “si impazzisce” per qualcuno.

Dietro tutte queste storie, divertenti quanto riconoscibili, c’è però un fenomeno molto meno poetico: una vera esplosione biochimica che incastra il cervello in un circuito di euforia e ansia. Secondo una sessuologa clinica che ha parlato al Metro, quando si sviluppa una cotta aumentano i livelli di dopamina, l’ormone che ci ricompensa, e di ossitocina, quello del legame. Una combo che per il cervello equivale a un grande “continua così”.

Il cocktail chimico e il ruolo destabilizzante dell’adrenalina

A complicare il tutto interviene anche l’adrenalina. La psicologa Candice O’Neil spiega che il suo picco assomiglia alla classica risposta di attacco o fuga. Tradotto: sentimenti intensi che possono farci sembrare confusi, agitati e non proprio nel pieno delle nostre capacità decisionale. Ecco perché una semplice notifica può farci sentire vivi o completamente fuori asse nel giro di un secondo.

Come se non bastasse, i social amplificano tutto. Cercare informazioni sulla persona che ci piace ci dà l’illusione di controllare la situazione, convincendoci che la nostra cotta abbia già un potenziale futuro. Spoiler: spesso è solo il nostro cervello che ha deciso di fare binge watching della fantasia.

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La cotta come bussola emotiva

Nonostante il caos, la psicologa sottolinea un lato positivo. Una cotta può rendere la routine meno monotona e ricordarci che siamo capaci di connessione, entusiasmo e presenza. È un piccolo ritorno alla vita, anche se con effetti collaterali come refresh compulsivi del profilo altrui. L’invito degli esperti è quello di praticare un po’ di autocompassione e usare l’infatuazione come strumento di autoconsapevolezza. Chiedersi quali qualità ci attirano può aiutare a capire cosa cerchiamo davvero in una relazione e, soprattutto, cosa ci fa sentire bene.

@chiarakingso much fun.♬ original sound – Jules ⭐️

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