Psicologia: perché non sopportiamo le critiche?

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Psicologia: perché non sopportiamo le critiche?

| 22/07/2024
Fonte: Pixabay

La nostra specie non tollera le critiche: lo zampino dell’evoluzione

  • Gli esseri umani attribuiscono una maggiore importanza a eventi e osservazioni negative
  • Si tratta di un aspetto legato alla nostra stessa sopravvivenza
  • Concentrarsi sulla minaccia per i nostri antenati significava aver salva la vita
  • Eppure, l’attenzione ossessiva che prestiamo alle critiche può rivelarsi davvero pericolosa
  • Infatti, può addirittura far scoppiare un matrimonio

 

Tendete a dimenticare elogi e complimenti, ma ogni minima critica che vi viene rivolta rimane scolpita a vita nella vostra mente? Consolatevi: non siete certo gli unici. Anzi, questa tendenza sembra essere piuttosto una prerogativa umana. Infatti, gli stimoli negativi producono una riposta molto più forte nella corteccia cerebrale rispetto a quelli neutri o positivi.

Del resto, gli eventi minacciosi hanno avuto una valenza determinante per la sopravvivenza dei nostri antenati. Non è un caso, quindi, che la nostra specie dia più peso alle situazioni negative che a quelle positive. Lo psicologo americano Rick Hansen, a tal proposito, ha spiegato: “Guardare un viso arrabbiato, perfino se lo vediamo per una frazione di secondo (e non ce ne rendiamo conto), trasmette un segnale d’allarme nell’amigdala, una zona del nostro cervello, e attiva il meccanismo ancestrale del “fuggi o combatti“.

Le critiche sono pericolose per la salute psicofisica

Nonostante la nostra attenzione agli aspetti negativi sia risultata vitale per la sopravvivenza della specie, il rovescio della medaglia è che le critiche risultano estremamente dolorose e difficili da dimenticare. A peggiorare la situazione, poi, è il fatto che ci provengano da persone che amiamo, in particolari momenti di vulnerabilità.

In questo caso, come meccanismo di difesa, può capitare che l’empatia di un individuo si riduca, portandolo a ignorare sia le espressioni e le manifestazioni negative, che quelle positive. Si tratta di una reazione comune tra i figli di genitori ipercritici, che non riuscendo a instaurare un contatto emotivo con gli altri, finiscono per sentirsi soli e incompresi.

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Da non sottovalutare, poi, sono le conseguenze delle troppe critiche sulla salute. Infatti, secondo una ricerca abbassano le difese immunitarie e riducono la capacità di reagire a virus e tumori. Infine, attenzione agli effetti che i giudizi negativi hanno sul rapporto di coppia. Uno studio condotto su 3.000 coppie ha predetto quali avrebbero divorziato con una precisione del 93,6%. Tra i fattori più rilevanti che rischiano di portare un matrimonio alla rottura ci sono proprio le critiche. Secondo gli esperti, il rapporto tra osservazioni positive e negative dovrebbe essere di 5 a 1, proprio perché tendiamo ad attribuire più importanza ai commenti spiacevoli che ai complimenti.

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