Chiede un giorno di permesso per riprendersi dalla scomparsa del cane: l’azienda rifiuta e lei si licenzia

Commenti Memorabili CM

Chiede un giorno di permesso per riprendersi dalla scomparsa del cane: l’azienda rifiuta e lei si licenzia

| 08/04/2023
Fonte: Pexels

Il gesto di una donna dopo l’ennesima provocazione a lavoro

  • Sarah ha chiesto di poter prendersi un giorno di ferie
  • Voleva elaborare la morte del suo cane di 12 anni
  • Tuttavia dall’azienda le hanno risposto che sarebbe stata un’assenza non giustificata
  • Non era la prima volta che la vessavano
  • Così ha deciso di licenziarsi

 

Il video di una donna è diventato virale dopo che ha raccontato di essersi licenziata perché il suo datore di lavoro non le ha permesso di prendere un giorno di ferie per elaborare il lutto del suo cane. La clip mostra l’utente Sarah mentre è seduta nella sua auto. Nel testo in sovrimpressione si legge: “Ho chiesto un giorno di ferie per piangere la perdita del mio cane di 12 anni e il mio lavoro mi ha detto di no, così mi sono licenziata”.

Sarah ha poi spiegato di aver lavorato in un laboratorio per otto mesi e di non voler rivelare la precedente sede di lavoro. Ha raccontato di aver scoperto che il suo cane era stato abbattuto a metà del suo turno e di aver sentito di non potersene andare. Con l’aiuto dei suoi colleghi, ha detto di essere riuscita a superare il resto del turno.

La consulente ha replicato che si trattava di un’assenza non giustificata

Poi però Sarah ha cercato di chiedere il giorno libero per piangere la perdita del suo cane, ma non ha ricevuto risposta. La mattina dopo ha contattato di nuovo la sua titolare ed è stato allora che la situazione è precipitata. “La mattina dopo le ho mandato un messaggio e le ho chiesto se potevo prendere il giorno libero per piangere la sua perdita, e se potevo avere una nota del mio consulente che diceva che era un’assenza necessaria. Lei mi ha detto che sarebbe stata considerata un’assenza non giustificata”.

Ha poi proseguito: “Ho avuto in passato problemi di salute e di salute mentale, per cui sono stata messa in mora prima di questo episodio. Essendo un’assenza non giustificata, avevano la possibilità di licenziarmi. Così, 10 minuti prima del mio turno, ho inviato via e-mail le mie dimissioni, le ho mandato un messaggio per farglielo sapere e lei mi ha risposto: ‘Sì, ho visto. Grazie’. E quella è stata la fine dei miei contatti con lei”.

La donna ha esortato chi si trova in ambienti tossici come lei a fare lo stesso

Purtroppo, questa non è stata la prima volta che il suo precedente capo non è stato molto comprensivo. Sarah ha raccontato di essere stata sgridata dalla donna dopo averla accusata di aver mentito sulla sua salute mentale. Tuttavia non poter piangere la perdita del suo cane è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che le ha dato la spinta necessaria per lasciare l’ambiente di lavoro “tossico”.

Leggi anche: Mary: “Sono ‘mamma’ di un cane e lavoro, voglio gli stessi diritti delle mamme di bambini”

Sono rimasta in un ambiente di lavoro tossico perché non avevo un altro lavoro e avevo paura di ferire i miei colleghi. Ora non ho un lavoro, ma mi sento libera e non me ne pento affatto. A tutti coloro i quali si trovano in una situazione simile, dovete mettervi al primo posto”. Tra i commenti al video gli utenti sembrano aver capito le sue esigenze e, dopo averle fatto le condoglianze, l’hanno incoraggiata sostenendo come abbia fatto la cosa giusta. Voi cosa ne pensate?

logo-img
La redazione di commentimemorabili.it si impegna contro la divulgazione di fake news. La veridicità delle informazioni riportate su commentimemorabili.it viene preventivamente verificata tramite la consultazione di altre fonti.
Questo articolo è stato verificato con:
Chiedi la correzione di questo articoloValuta il titolo di questa notizia
Copyright © 2018 - Commenti Memorabili srl
P. IVA 11414940012

digitrend developed by Digitrend