Perché le persone si comportano male con le app di incontri?

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Perché le persone si comportano male con le app di incontri?

| 10/05/2022
Fonte: Pexels

Le app di incontri online favoriscono un comportamento sbagliato o antisociale?

  • Le app di incontri hanno cambiato il nostro modo di intrecciare una relazione
  • La comodità della tecnologia ha incoraggiato dei comportamenti non sempre positivi
  • Recenti studi hanno scoperto che gran parte degli utenti iscritti in queste app sono già impegnati in una relazione
  • Inoltre, molte persone interrompono le loro liason amorose tramite il ghosting
  • Altri, invece, usano le app per mantenere delle “relazioni di ripiego”

 

Non c’è dubbio che le app per gli incontri online abbiano trasformato il modo in cui iniziamo, formiamo e terminiamo le relazioni romantiche. Potremmo anche chiederci se la comodità di queste app ci abbia incoraggiato a comportarci diversamente da come faremmo nella “vita reale”.

Se usi le app di incontri, probabilmente sei stato ” ghostato” in qualche occasione (nel caso in cui qualcuno abbia interrotto tutti i contatti) o forse tu stesso hai ignorato qualcuno. Forse hai scoperto che qualcuno con cui hai chattato su un’app era già impegnato in una relazione. O se non usi queste app, potresti aver sentito storie dell’orrore da parte dei tuoi amici. Diamo un’occhiata ad alcuni dei cattivi comportamenti che vediamo più comunemente che si possono spiegare con la psicologia.

Tradimenti

Uno dei temi principali è quanto sia comune per le persone usare le app di incontri mentre sono già impegnati una relazione. I dati mostrano che circa il 42% delle persone con un profilo Tinder ha una relazione o è sposato. In uno studio sugli studenti universitari americani, circa due terzi hanno rivelato di aver visto qualcuno su Tinder e di sapere che aveva una relazione. Inoltre, il 17% dei partecipanti ha detto di aver inviato messaggi a qualcuno su Tinder mentre si trovava in una relazione impegnata e il 7% ha intrapreso una relazione carnale con qualcuno che ha incontrato su Tinder mentre si trovava in una relazione impegnata.

Relazioni di ripiego

“C’è anche la prova che le persone usano le app di incontri per mantenere quelle che viene definito “relazioni di ripiego“. Questo è quando qualcuno su un’app di incontri mantiene il contatto con un’altra persona nella speranza di perseguire un giorno qualcosa di romantico o sessuale”, ha osservato il professor Martin Graff, docente di Psicologia delle Relazioni presso l’University of South Wales. Circa il 73% di tutti gli intervistati ha riferito di avere almeno un contatto di ripiego.

La comunicazione online, naturalmente, rende molto più facile mantenere i contatti. I ricercatori non hanno condannato del tutto questo comportamento, suggerendo che il mantenimento di una relazione di ripiego implica positività (essere compassionevoli con l’altra persona e assicurarsi che le interazioni con lei siano divertenti e piacevoli), apertura (rivelare informazioni personali, forse anche condividere segreti) e garanzie (dimostrare il desiderio che la relazione venga sostenuta nel tempo).

Ghosting

Gli incontri online hanno anche reso il ghosting molto più diffuso. Uno studio del 2019 ha scoperto che gli intervistati avevano “ghostato” il 29% delle persone con cui erano usciti, ed erano stati a loro volta ghostati dal 25% degli appuntamenti stessi.

Inoltre, il 74% degli intervistati ha dichiarato di credere che il ghosting può essere un modo appropriato per terminare una relazione. I partecipanti a questo studio hanno riportato sia casi di ghosting improvviso che graduale. Quest’ultimo ha aumentato il grado di incertezza per la persona respinta.

Perché ci si comporta così?

“La convenienza e l’abbondanza di scelta negli incontri online forse incoraggia una “cultura dell’usa e getta“: siamo in grado di abbandonare un partner più facilmente grazie alle numerose “alternative”. Inoltre, i dispositivi mobili personali, dotati di un codice di accesso o di una protezione per il riconoscimento del volto, permettono e potrebbero persino incoraggiare un comportamento più furtivo e segreto, ha spiegato il professor Graff.

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“Il comportamento online in generale è spesso caratterizzato dalla disinibizione”, ha proseguito. “Siamo inclini a comportarci più liberamente online rispetto a un contesto faccia a faccia. In parte, questo è dovuto alla sensazione di anonimato che abbiamo in rete”.

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