Tra leggenda, scienza e statue a cavallo, il mistero più curioso di Napoli
- A Napoli esiste una sfida curiosa che consiste nell’attraversare Piazza del Plebiscito bendati senza deviare
- L’obiettivo è raggiungere le due statue equestri partendo dal Palazzo Reale, ma nessuno ci riesce
- Una leggenda attribuisce il fallimento a una presunta maledizione della Regina Margherita
- La spiegazione reale è legata all’orientamento umano e alla leggera pendenza della piazza
- Tra mistero e ironia popolare, la piazza resta uno dei luoghi più affascinanti della città
A Napoli c’è una prova che sembra semplice solo a parole. Attraversare Piazza del Plebiscito bendati, partendo dal Palazzo Reale e arrivando esattamente tra le due statue equestri al centro, è diventato nel tempo una sorta di rito urbano. Chiunque ci provi è convinto di poter andare dritto. Eppure il risultato è sempre lo stesso: si finisce fuori rotta.
La piazza è vasta, aperta, apparentemente priva di ostacoli. Proprio questa sua ampiezza, circa 25.000 metri quadrati, la rende ingannevole. Senza punti di riferimento visivi, anche pochi passi possono trasformarsi in una deviazione impercettibile ma decisiva.
Le statue equestri e la leggenda della regina
Il traguardo della sfida sono le statue equestri di Carlo III di Borbone e Ferdinando I delle Due Sicilie, scolpite da Antonio Canova e poste al centro della piazza. Monumenti imponenti, ben visibili a occhio nudo, ma quasi irraggiungibili quando la vista viene meno.
Intorno a questa difficoltà è nata una leggenda popolare. Si racconta che la Regina Margherita avesse promesso la libertà ai prigionieri capaci di attraversare la piazza bendati. Nessuno riuscì nell’impresa e, secondo la tradizione, la regina avrebbe lanciato una sorta di maledizione per evitare che qualcuno vincesse. Una storia affascinante, tramandata più per suggestione che per riscontri storici.
La spiegazione reale: orientamento e pendenza
Dietro il mistero non c’è nulla di soprannaturale. La vera ragione è legata al funzionamento dell’equilibrio umano. Senza la vista, il corpo perde l’allineamento naturale e tende a deviare. Piazza del Plebiscito ha inoltre una leggera pendenza, quasi impercettibile a occhi aperti, ma sufficiente a spostare la traiettoria di chi cammina bendato.
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Il risultato è inevitabile: si vira senza rendersene conto, a destra o a sinistra, rendendo quasi impossibile arrivare dritti al centro. A rendere il luogo ancora più unico ci pensano le statue del Palazzo Reale, otto sovrani scolpiti nelle nicchie della facciata. La tradizione popolare ha trasformato le ultime quattro in protagoniste di un dialogo ironico, fatto di gesti e battute immaginarie. Un esempio perfetto di come Napoli sappia unire storia, sarcasmo e creatività.

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