Quando vediamo qualcuno toccato succede una cosa straordinaria nel cervello

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Quando vediamo qualcuno toccato succede una cosa straordinaria nel cervello

| 15/01/2026
Fonte: Pexels

Quando guardare basta per far vibrare i tuoi nervi (letteralmente)

  • Il cervello interpreta visivamente il tocco altrui in frazioni di secondo, distinguendo chi e cosa viene toccato
  • Entro circa 110 millisecondi, elabora le sensazioni fisiche, riconoscendo se il contatto è morbido, doloroso o pungente
  • Entro 260 millisecondi valuta le dimensioni emotive, come conforto, dolore o minaccia
  • Questo processo rapido può spiegare fenomeni di tocco vicario, dove si percepiscono sensazioni osservando gli altri
  • Capire come il cervello decodifica il tocco osservato aiuta a comprendere l’empatia e migliorare terapie e interazioni sociali

 

Il cervello umano ha una specie di superpotere nascosto: guardare qualcuno toccato e interpretare subito il tipo di contatto. Non serve infilarsi nei guanti o subire pizzicotti; basta un video o una scena dal vivo. Gli scienziati hanno misurato l’attività cerebrale tramite EEG e scoperto che in soli 60 millisecondi il cervello distingue chi viene toccato e in quale mano. Un battito di ciglia e voilà: la magia della percezione tattile osservata.

Appena 50 millisecondi dopo, l’area sensoriale entra in azione, valutando se il tocco è morbido come un pennello, pungente come un coltello o qualcosa di intermedio. Poi, circa 260 millisecondi più tardi, il cervello decide se il contatto è piacevole, doloroso o minaccioso. Insomma, trasformiamo un semplice gesto in un mini film di sensazioni ed emozioni, senza neanche muovere un dito.

Dalla percezione al sentimento: il tocco vicario

Questa rapida interpretazione è alla base dell’empatia. Alcune persone sperimentano addirittura sensazioni fisiche osservando altri: formicolio, pressione o dolore, fenomeno noto come tocco vicario. Non tutti lo percepiscono allo stesso modo, e gli scienziati vogliono capire perché alcune persone “sentono” davvero il tocco altrui mentre altre restano indifferenti.

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Oltre al lato curioso, questa scoperta ha implicazioni pratiche: può migliorare terapie basate sul corpo, favorire la connessione sociale e rendere più immersive esperienze virtuali o realtà aumentata. In pratica, il cervello non solo guarda, ma quasi partecipa. La prossima volta che osservi una carezza o un pizzico, ricorda: la tua mente sta già facendo il lavoro del tocco, un po’ per gioco e un po’ per empatia. Quindi sì, anche vedere può farci sentire più vicini agli altri, senza nemmeno toccare una sola mano.

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