Quanti alberi vedi dalla finestra? La regola 3-30-300 che rivela quanto verde hai davvero intorno  

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Quanti alberi vedi dalla finestra? La regola 3-30-300 che rivela quanto verde hai davvero intorno  

| 13/01/2026
Fonte: Pexels

Con questo test scopri se hai abbastanza verde a disposizione

  • La regola 3-30-300 valuta quanto verde abbiamo attorno basandosi su tre criteri di accessibilità
  • Ogni persona dovrebbe vedere almeno 3 alberi dalla finestra per un beneficio immediato al benessere
  • Ogni quartiere dovrebbe avere almeno il 30% di copertura vegetale per migliorare microclima e salute
  • Ogni abitazione dovrebbe trovarsi entro 300 metri da un parco o spazio verde fruibile
  • Le città più ambiziose puntano già al 30% di copertura, mentre la scienza conferma i benefici psico-fisici del verde urbano

 

Affacciarsi alla finestra e contare gli alberi potrebbe sembrare un passatempo da pensionati curiosi, ma secondo il professore olandese Cecil Konijnendijk è in realtà un test scientifico travestito da gioco urbano. La domanda è semplice: quanti alberi vedi? Se la risposta è almeno tre, puoi sentirti già un privilegiato del fogliame. L’idea fa parte della famosa regola 3-30-300, un metodo creato per capire se viviamo in città che fanno davvero respirare, e non solo metaforicamente.

La prima cifra guarda alla vista: tre alberi visibili dalla finestra dovrebbero essere la norma. E non è capriccio estetico. Studi recenti confermano che osservare un po’ di verde migliora umore, concentrazione e perfino la sopravvivenza mentale durante periodi di reclusione forzata, come hanno imparato molti durante il Covid. In Danimarca, a Frederiksberg, hanno persino deciso che ogni cittadino debba vedere almeno un albero – ma Konijnendijk suggerisce di alzare l’asticella.

Quartieri più verdi: perché il 30% non è un lusso

La seconda cifra è più ambiziosa: il 30% di copertura arborea nel quartiere. Non serve fare botanica avanzata, basta sapere che più chioma uguale migliore microclima, aria leggermente meno tossica e minor rumore. In pratica, l’urbanistica che prova a fare la pace con la natura. Non a caso città come Barcellona, Bristol, Canberra, Seattle e Vancouver hanno deciso di puntare a questo obiettivo, come se competessero in una versione ecologica delle Olimpiadi.

Nel quartiere ideale, la gente finisce per uscire di più, socializzare e scoprire che i marciapiedi non servono solo a raggiungere il supermercato. Secondo Konijnendijk, il 30% è il minimo sindacale: ci sarebbe da mirare anche più in alto.

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Il verde a portata di scarpe: i famosi 300 metri

Infine, arriva il numero che riguarda le distanze: 300 metri. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità questa dovrebbe essere la distanza massima tra casa e uno spazio verde di almeno un ettaro. Il tutto per garantire una passeggiata sicura di 5 o 10 minuti, accessibile a tutti. L’idea è semplice: se un parco è vicino, le persone lo useranno di più. E usarlo fa bene alla salute fisica e mentale, come ormai confermato da numerose ricerche. La regola 3-30-300 non promette città perfette, ma spinge a guardare il verde urbano come una risorsa concreta e misurabile. E tutto parte da un gesto semplice: affacciarsi e contare fino a tre.

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