Un’insegnante ha spiegato ai suoi alunni l’importanza dell’igiene usando fette di pane e bustine per alimenti
- Una maestra di scuola elementare ha fatto un esperimento con i suoi alunni per far capire loro l’importanza di lavarsi le mani
- Gli studenti hanno preso 5 fette di pane e le hanno toccate con lo schermo di un laptop, con le mani sporche, lavate con acqua e sapone o disinfettate, oppure con una pinza
- Le fette di pane sono poi state messe in buste per alimenti
- Dopo 4 settimane sul pane si erano prodotte delle muffe
- La fetta di pane più nera era quella toccata dal laptop, segno che i cellulari e i dispositivi digitali raccolgono una grande quantità di germi e batteri
Fin da piccoli ci viene insegnata l’importanza dell’igiene personale e specialmente la buona abitudine di lavarsi le mani. Jaralee Metcalf, una maestra di scuola elementare negli Stati Uniti, per far comprendere al meglio il messaggio ai suoi piccoli alunni, ha realizzato con loro un esperimento che ha condiviso in rete e che è diventato virale.
L’esperimento
Le mani che toccano numerose superfici raccolgono germi e batteri che poi possono essere la casa di infezioni e malattie. L’insegnante ha sottolineato l’importanza di lavarsi le mani al termine di ogni attività, sia in casa che all’aperto, e soprattutto dopo l’utilizzo del cellulare o del tablet. I dispositivi digitali, essendo maneggiati di frequente, sono un ricettacolo di sporcizia di cui non ci rendiamo spesso conto.
Ognuno può riprodurre in casa l’esperimento di Metcalf, poiché il materiale da usare è facilmente reperibile. Servono cinque fette di pane e altrettanti sacchetti di plastica per alimenti. I bambini a scuola hanno maneggiato le fette di pane in differenti modi: la prima fetta è stata strofinata sul laptop Chromebook che i bambini usano a scuola (la procedura può essere fatta anche strofinando lo schermo del cellulare) e poi imbustata. La seconda fetta è stata messa nel sacchetto senza che nessuno la toccasse con le mani. La terza fetta è stata imbustata da un bambino che l’ha toccata con le mani sporche. La quarta è stata maneggiata da un alunno che si era lavato le mani con acqua e sapone, mentre la quinta è stata toccata da un bambino che si era disinfettato le mani.
Le cinque fette di pane in busta sono state osservate nelle successive quattro settimane, periodo in cui sono cominciare a comparire tracce di muffa.
I risultati
Al termine delle quattro settimane, la fetta di pane più nera era quella strofinata sul Chromebook, segno che cellulari e laptop raccolgono una grande quantità di batteri. La seconda fetta che ha accumulato più muffa era quella toccata dal bambino con le mani sporche. E’ interessante notare che anche la fetta toccata con le mani disinfettate aveva una macchia di muffa, per cui si può dedurre che il disinfettante non sia molto efficace e non sostituisce acqua e sapone. Il pane messo nel sacchetto senza essere toccato e quello preso con le mani lavate con acqua e sapone sono invece rimasti bianchi.
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L’insegnante ha usato l’esperimento per far capire ai bambini l’importanza di lavarsi le mani prima, durante e dopo la preparazione del cibo, dopo essersi soffiati il naso o essere andati in bagno, dopo aver toccato animali, il cellulare e altri dispositivi digitali. Le mani sporche possono infatti diffondere tutti i tipi di germi, dal comune raffreddore alle intossicazioni fino a malattie più gravi.

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