Questo smalto vuole mettere fine alla guerra tra unghie lunghe e touchscreen

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Questo smalto vuole mettere fine alla guerra tra unghie lunghe e touchscreen

| 05/10/2026
@AI generated

Un prototipo di smalto conduttivo promette di far funzionare il touchscreen con le unghie lunghe, ma dura ancora poche ore.

  • Una studentessa del Centenary College of Louisiana sta sviluppando uno smalto trasparente capace di far riconoscere le unghie ai touchscreen capacitivi
  • Il progetto nasce da un problema scientifico di portata epocale: con le unghie lunghe bisogna usare il telefono piegando il dito in posizioni che l’evoluzione non aveva previsto
  • Sono stati testati 13 smalti trasparenti e più di 50 additivi, finché alcune formulazioni con taurina ed etanolammina hanno fatto reagire lo smartphone
  • Il prototipo però è ancora parecchio capriccioso: sull’unghia non funziona sempre e l’effetto può sparire dopo poche ore
  • La ricerca è stata presentata all’American Chemical Society Spring 2026 e gli autori hanno depositato una domanda di brevetto provvisorio

 

Chi porta le unghie lunghe conosce perfettamente la scena. Devi rispondere a un messaggio, appoggi il dito sullo schermo e il telefono decide che tu non esisti. Allora inclini il polpastrello, ruoti la mano, assumi una posizione che ricorda vagamente un velociraptor intento a fare un bonifico e finalmente compare una lettera. Quella sbagliata. Qualcuno, fortunatamente, ha deciso che anche questo meritava della scienza.

Manasi Desai, studentessa di chimica del Centenary College of Louisiana, e il suo supervisore Joshua Lawrence stanno sviluppando uno smalto trasparente capace di trasformare le unghie lunghe in una specie di pennino per touchscreen. Il lavoro è stato presentato a marzo durante ACS Spring 2026, il congresso dell’American Chemical Society.

L’origine del progetto è meravigliosamente poco epica. I due ricercatori avevano notato quanto fosse scomodo usare uno smartphone con una manicure lunga. Durante un prelievo del sangue incontrarono anche una flebotomista con lo stesso problema e le chiesero se avrebbe trovato utile uno smalto compatibile con il touchscreen. La risposta, in sostanza, fu sì. La civiltà poteva procedere.

Perché lo smartphone ce l’ha personalmente con le vostre unghie

La maggior parte degli smartphone usa touchscreen capacitivi, cioè schermi che creano un piccolo campo elettrico sulla superficie. Il dito conduce elettricità e, quando tocca lo schermo, modifica quel campo abbastanza da far registrare il contatto. L’unghia, invece, è praticamente il collega che legge tutti i messaggi nel gruppo e non risponde mai: è presente, ma per il sistema non sta succedendo niente. Per farla riconoscere serve quindi un materiale capace di modificare la capacità elettrica dello schermo.

Altri gruppi avevano già provato ad aggiungere agli smalti nanotubi di carbonio o particelle metalliche. Funzionano come materiali conduttivi, ma possono creare problemi durante la produzione se inalati e tendono soprattutto a produrre finiture nere o metalliche. Non proprio l’ideale se l’obiettivo è mettere un top coat trasparente sopra una manicure per la quale qualcuno ha già sacrificato tempo, denaro e probabilmente parte della propria pazienza.

Cinquanta additivi dopo, il telefono finalmente risponde

Desai ha quindi preso 13 smalti trasparenti già in commercio e provato più di 50 additivi differenti, combinandoli fino a trovare qualcosa che conducesse abbastanza da essere rilevato dal display. Tra i candidati migliori sono comparsi la taurina e l’etanolammina.

L’etanolammina dava buoni risultati sul fronte della conducibilità, però presenta problemi di tossicità e volatilità. La taurina modificata era meno problematica, ma rendeva lo smalto leggermente opaco. Combinandole, i ricercatori sono comunque riusciti a ottenere una formulazione capace di far registrare allo smartphone il contatto.

Secondo Desai e Lawrence, il meccanismo potrebbe dipendere dal movimento dei protoni tra le molecole: una piccolissima variazione elettrica, sufficiente però a convincere il telefono che sì, stavolta quel tocco esiste davvero. Un risultato modesto per l’umanità, gigantesco per chi ha mai cercato di premere la minuscola “x” di una pubblicità con un’unghia a mandorla.

Calma: non correte ancora in profumeria

Qui arriva la parte in cui la chimica rovina momentaneamente la festa. La formulazione migliore non funziona ancora in maniera costante quando viene applicata sull’unghia. Inoltre l’etanolammina evapora rapidamente, quindi la capacità di comandare lo schermo può durare appena qualche ora. Gli autori stanno cercando altre sostanze che mantengano insieme quattro caratteristiche tutt’altro che banali: trasparenza, sicurezza, durata e conducibilità.

Quella presentata all’ACS è quindi una ricerca preliminare mostrata durante un congresso scientifico, non uno smalto pronto per arrivare sul mercato. I ricercatori hanno depositato una domanda di brevetto provvisorio e continuano a sperimentare nuove formulazioni. Il Centenary College ha confermato che il progetto prosegue.

L’idea potrebbe avere anche un’utilità meno frivola di quanto sembri. Secondo Desai, uno strato capace di interagire con il touchscreen potrebbe aiutare anche chi ha calli o pelle molto secca sui polpastrelli, condizioni che possono rendere più difficile l’uso di questi schermi.

Per il momento, comunque, le unghie lunghe continuano a perdere contro lo smartphone. La buona notizia è che adesso hanno almeno un laboratorio dalla loro parte.

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