Vincenzo ammette che sua moglie non è del tutto in torto, ma allo stesso tempo sente di avere delle ragioni valide nel sostenere il proprio punto di vista. Il nodo centrale della discussione riguarda il loro bambino di un anno e mezzo, al quale entrambi sono profondamente legati. Veronica è una madre in carriera, lavora tutto il giorno e, per necessità, affida spesso il piccolo alla madre o al fratello. Una scelta che, secondo il racconto del nostro follower, non dovrebbe essere oggetto di giudizio, ma che puntualmente viene messa in discussione dalla suocera, con continui riferimenti ai “suoi tempi” e osservazioni che alimentano nei confronti della figlia un senso di colpa non richiesto.
Il punto di rottura recente, però, non riguarda direttamente la gestione quotidiana del bambino, bensì una decisione presa da Veronica: iscrivere il figlio a un corso di teatro per bambini molto piccoli. Vincenzo racconta questa scelta con una certa ironia, trovandola poco sensata e molto dispendiosa. Secondo lui, la spesa sostenuta è sproporzionata rispetto all’età del bambino e all’effettiva utilità dell’attività.




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