“Ritorno al Futuro”: 8 curiosità che viaggiano nel tempo meglio della DeLorean

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“Ritorno al Futuro”: 8 curiosità che viaggiano nel tempo meglio della DeLorean

| 30/08/2025
Fonte: Facebook

Cose che (forse) non sapevi sul film cult del 1985 “Ritorno al Futuro”

  • La macchina del tempo inizialmente era un frigorifero
  • Il titolo originale rischiava di diventare “Space Man from Pluto”
  • Eric Stoltz fu sostituito dopo settimane di riprese
  • Il cane Einstein prese il posto di uno scimpanzé
  • La scena del fulmine fu una scelta obbligata per risparmiare

 

Chi avrebbe mai pensato che una delle invenzioni cinematografiche più iconiche, la DeLorean, fosse in realtà un ripiego? Nella prima versione della sceneggiatura, Doc Brown e Marty McFly si sarebbero dovuti infilare in un frigorifero per viaggiare nel tempo, con tanto di test nucleare annesso. Poi si è fatto un passo indietro, soprattutto per non spingere i bambini a imitare l’impresa e rinchiudersi nel primo elettrodomestico disponibile.

E se pensate che il titolo Back to the Future sia nato dal genio creativo di Hollywood, sappiate che rischiavamo di trovarci al cinema per vedere Space Man from Pluto. L’idea venne da un dirigente della Universal che, per fortuna, venne gentilmente ignorato da Steven Spielberg. E il titolo originale fu salvato in extremis.

Curiosità su “Ritorno al Futuro”: attori, animali e scelte (quasi) azzardate

Pochi sanno che il primo Marty McFly non era Michael J. Fox. A interpretarlo nelle prime settimane di riprese fu Eric Stoltz, sostituito perché “troppo serio” per i toni leggeri del film. Un cambio in corsa che ha riscritto la storia del cinema, a suon di battute ironiche e skateboard volanti.

E che dire del fedele compagno di Doc? In origine doveva essere uno scimpanzé. Ma lo studio bocciò l’idea con un argomento piuttosto diretto: “Nessun film con uno scimpanzé ha mai fatto soldi”. Così arrivò Einstein, il cane, a dare un tocco di normalità a un viaggio nel tempo.

Anni ’50, rock e centri commerciali: la vera macchina del tempo è il contesto

Il 1955 non è stato scelto a caso. È l’anno in cui un adolescente degli anni ’80 poteva incontrare i suoi genitori da giovani. Un momento perfetto per esplorare differenze generazionali, con in sottofondo l’esplosione del rock’n’roll e la nascita dei sobborghi americani.

Parlando di dettagli che fanno la differenza, ricordate il centro commerciale “Twin Pines Mall”? Dopo che Marty abbatte uno dei pini nel passato, nel futuro il nome cambia in “Lone Pine Mall”. Un piccolo colpo di genio per dimostrare come ogni azione nel tempo abbia conseguenze. Anche per l’arredamento urbano.

Il fulmine sulla torre: quando il budget scrive la storia del cinema

Il gran finale del film doveva essere una spettacolare esplosione nel deserto del Nevada, con test nucleare incluso. Ma gli effetti speciali costavano troppo, così si è optato per la scena della torre dell’orologio colpita da un fulmine. Una soluzione semplice, economica e geniale, diventata un’icona del cinema.

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Anche il cameo del musicista Huey Lewis non è passato inosservato. È lui, infatti, il professore che boccia Marty al provino scolastico per essere “troppo rumoroso”. Una gag che ha lasciato il segno e aggiunto un tocco di autoironia a un film già brillante.

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