La nostra connessione con la natura è sempre più in calo
- Negli ultimi 220 anni il nostro legame con la natura è diminuito di oltre il 60%
- Il fenomeno è chiamato “estinzione dell’esperienza” e influisce sulla salute mentale e fisica
- La trasmissione intergenerazionale del legame con la natura è il principale fattore di declino
- Soluzioni tampone come raddoppiare gli spazi verdi non bastano, serve un aumento 10 volte maggiore
- Approcci combinati tra educazione esperienziale e maggior accesso agli spazi naturali possono invertire la tendenza
Negli ultimi due secoli, il nostro rapporto con la natura ha subito un crollo impressionante, quantificato da uno studio dell’Università di Derby: siamo oggi 60% più lontani da fiumi, boschi e prati rispetto ai nostri antenati. Lo studio, pubblicato su Earth, ha analizzato libri e testi storici per tracciare la presenza di parole legate alla natura, come fiore o fiume, rilevando un declino netto. Questo fenomeno, chiamato dagli scienziati “estinzione dell’esperienza”, non riguarda solo la nostalgia romantica: impatta concretamente sul nostro benessere psicofisico e sulla salute del pianeta.
Secondo il professore Miles Richardson, la radice del problema è intergenerazionale: i genitori che ignorano la natura trasmettono inevitabilmente ai figli lo stesso distacco, creando un circolo vizioso che si autoalimenta nel tempo. Se si cresce in città grigie, senza parchi e senza giornate a contatto con gli alberi, il messaggio è chiaro: i bambini impareranno a ignorare ciò che li circonda.
L’influenza dei genitori sulla disconnessione con la natura e i numeri preoccupanti
Il modello computerizzato dello studio conferma che la trasmissione familiare del legame con la natura è il fattore più influente: più i genitori trascurano boschi e ruscelli, più i figli saranno disconnessi. Richardson avverte che non basta aprire qualche giardino pubblico o raddoppiare gli spazi verdi per risolvere il problema.
Servirebbe un incremento di dieci volte della disponibilità di natura negli ambienti quotidiani per invertire la tendenza e far riscoprire la bellezza del mondo naturale. Un esempio pratico: gli abitanti di Sheffield trascorrono in media solo 4 minuti e 36 secondi al giorno all’aperto. Dieci volte tanto significherebbe quasi 40 minuti al giorno, un’inezia per gli standard di molti boschi ancestrali ma già un piccolo miracolo urbano.
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Cosa funziona davvero
Secondo lo studio, la strategia più efficace combina l’aumento degli spazi verdi di qualità con interventi mirati a rafforzare il legame tra bambini e natura: asili nel bosco, programmi educativi e supporto alle famiglie nella vita all’aperto sono essenziali. Richardson sintetizza così il messaggio: “non disconnetteteli. I bambini sono affascinati dal mondo naturale. È essenziale mantenerlo durante l’infanzia e la scuola”. Il lato curioso è che la cultura ci dà qualche speranza: dopo un minimo storico negli anni ’90, l’uso di termini legati alla natura nei libri ha mostrato una timida ripresa, un piccolo segnale che forse la consapevolezza collettiva sta iniziando a risvegliarsi.

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- https://www.greenme.it/ambiente/natura/disconnessi-dalla-natura-il-nostro-legame-con-la-terra-si-e-ridotto-del-60-in-due-secoli-e-la-nostra-salute-ne-sta-risentendo/
- https://www.mdpi.com/2673-4834/6/3/82
- https://www.researchgate.net/publication/393957737_Modelling_Nature_Connectedness_Within_Environmental_Systems_Human-Nature_Relationships_from_1800_to_2020_and_Beyond
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