Smartphone durante l’intimità: il 35% degli studenti lo usa sotto le lenzuola

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Smartphone durante l’intimità: il 35% degli studenti lo usa sotto le lenzuola

| 20/03/2026
Fonte: Pexels

Quando il telefono entra anche nei momenti privati

  • Un sondaggio su circa 100.000 studenti maggiorenni rivela che il 35% usa lo smartphone durante l’intimità
  • Per molti giovani lo schermo è una valvola contro ansia e imbarazzo
  • Il 23% vive momenti intimi con il coinquilino presente nella stanza
  • Il 72% conosce il partner dal vivo, non tramite app di dating
  • Studi recenti segnalano un aumento dell’assessualità tra i 22 e i 34 anni

 

C’è chi spegne la luce e chi, invece, accende lo schermo. Secondo un sondaggio riportato dal New York Post e condotto su circa 100.000 studenti universitari statunitensi maggiorenni, il 35% ammette di prendere in mano lo smartphone durante l’intimità per rispondere a messaggi o scorrere video.

Una percentuale che racconta più di una semplice distrazione. Per molti giovani il telefono è diventato una sorta di coperta di sicurezza digitale, uno strumento capace di attenuare l’ansia e colmare i silenzi. In un contesto universitario fatto di coinquilini a pochi metri di distanza ed esami incombenti, la concentrazione non è sempre scontata. E lo schermo diventa un rifugio immediato.

Intimità reale e connessione continua

I dati restituiscono però un quadro meno stereotipato di quanto si pensi. Il 72% degli intervistati dichiara di aver conosciuto il partner dal vivo e non tramite app di dating, segno che la fisicità nei campus è tutt’altro che scomparsa.

Allo stesso tempo, il 23% afferma di vivere momenti intimi mentre il compagno di stanza è presente nella stessa camera. Una situazione che rende comprensibile come il telefono possa trasformarsi in un diversivo, o in un modo per gestire imbarazzo e tensione.

Un trend che si inserisce in un quadro più ampio

Altri studi aiutano a contestualizzare il fenomeno. Il National Survey of Family Growth ha registrato un aumento dell’assessualità tra i 22 e i 34 anni. Un’analisi dell’Institute for Family Studies ha evidenziato come il dato sia cresciuto soprattutto nell’ultimo decennio, anche in relazione agli anni di socializzazione persi durante il lockdown.

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Gli studenti universitari di oggi sembrano aver recuperato la dimensione relazionale del campus, ma senza mai davvero disconnettersi. La presenza costante dello smartphone si estende ormai a ogni ambito della vita quotidiana, inclusi quelli più personali. Non è necessariamente un segnale di disinteresse verso l’altro, ma piuttosto il riflesso di una generazione cresciuta in un ecosistema perennemente connesso. Sotto le lenzuola, insieme alle emozioni, entra anche la notifica. E ignorarla, a quanto pare, non è sempre così semplice.

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